Economia FVG nei primi 3 mesi dell’anno: bene risultati e occupazione, critiche le banche

Udine – In Friuli Venezia Giulia, si prevede che a fine 2019 saranno nate 5.708 nuove imprese, a fronte della cessazione di 6.269 imprese, per un saldo negativo pari a -561 imprese (+346 del terziario, -907 degli altri settori di attività economica).

Dal 2009 ad oggi il tessuto delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi ha «tenuto», conservando sostanzialmente stabile negli anni il numero di imprese attive, a differenza degli altri settori di attività economica che hanno fatto registrare un deciso decremento (-19%).

Di fatto, è il terziario a confermarsi il comparto trainante dell’economia del territorio, anche in termini di mantenimento del tessuto imprenditoriale, falcidiato negli anni dalla desertificazione degli operatori economici che ha riguardato prevalentemente manifattura e costruzioni.

Nei primi tre mesi del 2019 si è registrato un calo del clima di fiducia presso le imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia. Si conferma più difficile la congiuntura presso i piccoli operatori del commercio al dettaglio, che continuano a mostrare segnali di sfiducia anche in virtù della perdurante stagnazione della domanda interna. Bene le imprese del turismo.

Il peggioramento del clima di fiducia, pur evidente e continuativo da ormai nove mesi a questa parte, non si rispecchia esattamente nell’andamento dell’economia reale, che pur con qualche affanno concorre a determinare un quadro di sostanziale stabilità dal punto di vista dei ricavi delle imprese. Si conferma quindi il buono stato di salute complessivo degli operatori del territorio.
Migliora la percezione delle imprese del terziario del territorio circa il quadro occupazionale.

L’indicatore risulta in aumento per il terzo trimestre consecutivo, certificando di fatto un incremento strutturale nel tempo che tende a consolidarsi.

Si irrigidisce il rapporto tra imprese e banche.

È in calo la quota di coloro che nel primo trimestre 2019 hanno chiesto un fido, un finanziamento o la rinegoziazione di un fido o di un finanziamento ad una banca (29% contro il precedente 29,5%) e diminuisce leggermente anche la percentuale di quanti hanno ottenuto una risposta positiva (69,2% contro il precedente 70,5%). In questo quadro, diventano più severi i giudizi delle imprese circa le condizioni alle quali il credito viene concesso (dai tassi di interesse, alle garanzie, dalla durata del credito alle altre condizioni accessorie).

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del terziario operative in Friuli Venezia Giulia, realizzata nel primo trimestre 2019 da Confcommercio Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Format Research.

Clima di fiducia

Nei primi tre mesi del 2019 si è registrato un calo del clima di fiducia presso le imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia. La flessione ha riguardato indifferentemente il sentiment circa l’andamento generale dell’economia italiana e l’andamento della propria attività, con un outlook di ulteriore leggera flessione in vista del prossimo trimestre.

Si conferma più difficile la congiuntura presso i piccoli operatori del commercio al dettaglio, che continuano a mostrare segnali di sfiducia anche in virtù della perdurante stagnazione della domanda interna. Bene le imprese del turismo, che fanno segnare il livello di fiducia più elevato tra gli operatori del comparto del terziario.

Congiuntura economica

Il peggioramento del clima di fiducia, pur evidente e continuativo da ormai nove mesi a questa parte, non si rispecchia esattamente nell’andamento dell’economia reale, che pur con qualche affanno concorre a determinare un quadro di sostanziale stabilità dal punto di vista dei ricavi delle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia (indicatore pari a 43,2 contro il precedente 43,1). In questo senso, si conferma il buono stato di salute complessivo degli operatori del territorio.

Resta in ogni caso preoccupante la situazione dei piccoli esercenti (imprese del commercio al dettaglio fino a 9 addetti), che pagano il basso livello della domanda interna. Più performante la condizione delle imprese di Udine e Pordenone, seguite da quelle di Trieste; meno positiva la condizione delle imprese di Gorizia.

Migliora la percezione delle imprese del terziario del territorio circa il quadro occupazionale. L’indicatore risulta in aumento per il terzo trimestre consecutivo, certificando di fatto un incremento strutturale nel tempo che tende a consolidarsi. Non a caso, la previsione per i prossimi tre mesi conferma il trend in atto.

In questo caso, sono prevalentemente le imprese di dimensioni più piccole ad aver migliorato i giudizi in questo senso, a differenze di quelle più strutturate che, più delle altre, possono ricorrere a tale leva nel caso si rivelasse inevitabile.

Inversione di tendenza sui prezzi praticati dai fornitori: le imprese del terziario ritengono che la situazione sia «peggiorata», ovvero che i prezzi siano aumentati. Non si tratta necessariamente di una notizia negativa poiché tale fatto coincide con la ripartenza dell’inflazione.

Per la prima volta dopo oltre due anni si arresta la dinamica positiva dell’indicatore relativo ai tempi di pagamento da parte dei clienti, che si allungano leggermente. Si tratta di un dato atteso (e fisiologico) dopo il prolungato incremento dell’indicatore e contestualizzato in un quadro similare a livello nazionale.

Lo scenario fin qui descritto è coerente con l’andamento dell’indicatore relativo alla capacità delle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia di far fronte al proprio fabbisogno finanziario. La situazione è di sostanziale stabilità (indicatore pari a 64,0 contro il precedente 64,1), con un outlook a tre mesi di una leggera flessione.

Anche in questo caso, è necessario mettere in evidenza il diverso posizionamento delle imprese del turismo (le più performanti) e quelle del commercio (specialmente se al dettaglio e se di dimensioni contenute).

I rapporti con le banche

Si irrigidisce il rapporto tra imprese e banche. È in calo la quota di imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia che nel primo trimestre 2019 ha chiesto un fido, un finanziamento o la rinegoziazione di un fido o di un finanziamento ad una banca: sono state il 29% contro il precedente 29,5%.

Cala leggermente anche la percentuale di imprese che hanno ottenuto una risposta positiva: sono state il 69,2% contro il precedente 70,5%. Nel dettaglio, il 48,7% ha ricevuto la cifra desiderata, il 20,5% un ammontare inferiore. Allo stesso modo, sono il 12,8% le imprese che si sono viste negare la richiesta e il 18% risulta ancora in attesa di risposta.

In questo quadro, peggiora la percezione delle imprese del terziario circa la situazione legata al costo del credito (tassi di interesse in rialzo) e diventano più severi i giudizi relativi al costo dell’istruttoria, alla durata temporale del credito e alla richiesta di garanzie da parte delle banche.

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