Incendi boschivi, in Fvg finisce lo stato di massima pericolosità. Il bilancio ad oggi: oltre 40 roghi e 966 ettari bruciati
Trieste – Si chiude in Friuli Venezia Giulia la fase di massima pericolosità per gli incendi boschivi. La Regione, in seguito all’arrivo delle forti piogge, ha decretato la fine dello stato di allerta su tutto il territorio regionale. La decisione è stata assunta dal Servizio Foreste, d’intesa con il Corpo forestale regionale e sentita la Protezione civile.
Lo stato di massima pericolosità era stato dichiarato l’11 luglio, in un periodo caratterizzato da temperature elevate, siccità e vegetazione particolarmente secca. Da allora in regione sono divampati oltre 40 incendi boschivi, che hanno interessato complessivamente 966 ettari. Si tratta di una superficie più elevata rispetto agli ultimi tre anni, paragonabile a quella registrata nel 2022, quando gli incendi avevano interessato soprattutto il Carso, con circa 1.347 ettari bruciati.
A determinare la fine dello stato di massima pericolosità è stata soprattutto la perturbazione che ha raggiunto il Friuli Venezia Giulia tra il 18 e il 19 agosto. Le precipitazioni intense e il calo delle temperature hanno interrotto il lungo periodo di caldo e siccità, aumentando l’umidità dei terreni e riducendo la possibilità di propagazione degli incendi.
Al momento, secondo quanto comunicato dalla Regione, resta attivo solamente un incendio in località Contron, nel Comune di Claut (Pn), monitorato dalla locale Stazione forestale.
Nel frattempo sono iniziati i sopralluoghi che servono a determinare con maggiore precisione le superfici devastate dalle fiamme e il livello di severità dei danni. I dati serviranno anche a individuare eventuali situazioni di criticità e a programmare gli interventi necessari per la messa in sicurezza dei versanti, anche sotto il profilo idrogeologico.
La stagione degli incendi ha interessato in particolare le aree montane e il Carso, con episodi che nelle ultime settimane hanno richiesto un forte impegno da parte del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e dei mezzi aerei. Particolarmente impegnativo è stato il rogo sul Monte Amariana, nel territorio di Amaro (Ud), che ha richiesto per diversi giorni l’impiego di mezzi aerei, tra cui due Canadair, e di numerose squadre a terra.

