Incendi boschivi, nuovi inneschi e vaste zone bruciate, l’aggiornamento della Protezione Civile

Da vari giorni i volontari della Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia assieme ai Vigili del Fuoco sono impegnati su più fronti per contenere una serie di incendi boschivi divampati tra le province di Pordenone, Udine e Trieste. La maggior parte dei roghi ha avuto origine da fulmini caduti in zone montane e impervie, dove le squadre a terra incontrano difficoltà di accesso e devono affidarsi in larga parte agli elicotteri del Servizio regionale.

Il fronte più esteso resta quello di Monte Piolsa, nel comune di Claut, in provincia di Pordenone. L’incendio, causato da un fulmine, è stato segnalato alla Sala Operativa Regionale nella serata di venerdì 10 luglio. Nei giorni successivi due elicotteri hanno effettuato numerosi lanci, coordinati da terra dal Direttore delle operazioni di spegnimento della Stazione forestale di Claut. L’area bruciata è stimata in circa 45 ettari, la più vasta tra quelle interessate dagli incendi di questi giorni.

A Monrupino, in provincia di Trieste, un incendio di interfaccia segnalato sabato pomeriggio ha richiesto un dispiegamento imponente di forze: oltre alle Stazioni forestali di Trieste e Duino Aurisina, sono intervenuti i Vigili del Fuoco con mezzo aereo, il presidio sanitario della Croce Verde Goriziana e i volontari di numerosi gruppi comunali di Protezione civile, per un totale di 76 persone e 28 mezzi nella fase più intensa. L’area interessata ha raggiunto circa 17 ettari; le operazioni sono ora nella fase di bonifica.

Nel comune di Andreis, l’incendio di Monte Raut ha attraversato fasi alterne: dopo un primo controllo, le fiamme sono riprese nel pomeriggio di venerdì, per poi tornare sotto controllo e infine risultare bonificato domenica sera, con una superficie bruciata di circa un ettaro.

Anche il rogo di Cima del Forat, tra i comuni di Forni di Sotto e Ampezzo, ha avuto un andamento simile: dato per spento nei primi giorni, ha ripreso forza nel pomeriggio di domenica, rendendo necessario un nuovo intervento dell’elicottero regionale.

Restano sotto monitoraggio costante gli incendi di Monte Corda Piccola e di Lastre di Peschis, entrambi nel comune di Tramonti di Sopra, e quello di Monte Gjavon, nel vicino comune di Tramonti di Sotto: quest’ultimo, circoscritto fin dai primi rilievi, si mantiene stabile su una superficie di circa 0,2 ettari. A questi si è aggiunto, nella giornata di domenica, un ulteriore rogo in località Bristie, nel comune di Sgonico, di dimensioni contenute e già rientrato nella fase di bonifica.

Le condizioni meteorologiche hanno accompagnato l’emergenza con fasi alterne: brevi rovesci nella notte tra sabato e domenica hanno offerto una tregua temporanea , mentre nelle ore più calde le celle temporalesche, associate a fulmini, restano tra le cause principali dell’innesco di nuovi focolai in zone difficili da raggiungere.

La Protezione civile regionale continua a diffondere aggiornamenti periodici attraverso i propri comunicati, mentre le squadre forestali e i volontari dei gruppi comunali restano impegnati nel monitoraggio delle aree già colpite, per prevenire nuove riprese delle fiamme.

Condividi