Industria del Friuli Venezia Giulia ai vertici europei per valore aggiunto e occupazione

Udine – L’industria si conferma il principale motore della crescita economica del Friuli Venezia Giulia e si colloca ai livelli più alti tra le economie europee per ricchezza prodotta. È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati Istat ed Eurostat, che fotografano un sistema regionale fortemente specializzato nella manifattura.

Il comparto industriale genera il 23,5% del valore aggiunto complessivo del Friuli Venezia Giulia, una quota nettamente superiore alla media nazionale, ferma al 19%. Nel confronto internazionale, il dato regionale supera quello di Francia e Spagna e risulta in linea con le principali economie manifatturiere del continente, collocandosi persino leggermente sopra la Germania e davanti all’Austria. Un risultato che conferma il peso strutturale dell’industria nel sistema economico regionale.

Il ruolo centrale del settore emerge anche sul fronte occupazionale. Nei primi nove mesi del 2025 gli addetti dell’industria in Friuli Venezia Giulia erano 127 mila, pari al 24,1% dell’occupazione complessiva regionale. Si tratta di lavoro in larga parte stabile e qualificato, che contribuisce in modo significativo alla tenuta sociale ed economica del territorio.

L’industria è inoltre responsabile di quasi il 35% degli investimenti complessivi e di circa la metà della spesa in ricerca e sviluppo, svolgendo una funzione determinante nei processi di innovazione e nel rafforzamento della competitività. A questo si aggiunge la forte vocazione all’export: oltre il 97% delle esportazioni regionali proviene dal comparto manifatturiero, elemento che consente al Friuli Venezia Giulia di registrare da anni un solido surplus commerciale, con effetti positivi sul prodotto interno lordo.

«L’industria della nostra regione si colloca ai vertici europei per la ricchezza creata dalla produzione, ben oltre la media nazionale», sottolinea il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo. «È il motore della crescita e la spina dorsale della nostra economia: il Friuli Venezia Giulia e l’Italia stanno in piedi grazie alla manifattura avanzata, che crea valore attraverso innovazione ed export e offre occupazione qualificata con retribuzioni mediamente più elevate».

Pozzo evidenzia anche come il tessuto produttivo si sia trasformato negli ultimi anni, diventando più innovativo e sostenibile e dimostrando capacità di resistenza alle crisi.

«Siamo in una fase di post globalizzazione, segnata da instabilità geopolitica e grandi sfide tecnologiche e ambientali, in cui l’industria svolge un ruolo di apripista», afferma Pozzo, che indica produttività, investimenti tecnologici e formazione delle competenze come leve decisive per la crescita futura del settore in regione.

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