Inflazione, a settembre accelera al 4,2%. Il FVG ad agosto già sopra la media nazionale

Trieste – L’inflazione torna ad accelerare in Italia e a settembre raggiunge il 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto. È la stima preliminare diffusa dall’Istat il 30 settembre, che indica anche un aumento dello 0,7% rispetto al mese precedente. L’accelerazione è legata soprattutto alla nuova crescita dei prezzi dell’energia, ma anche gli alimentari mostrano una dinamica più sostenuta.

Il dato nazionale arriva dopo un agosto nel quale il Friuli Venezia Giulia aveva già registrato un’inflazione del 3,5%, superiore al 3,3% nazionale. A livello dei capoluoghi, l’incremento annuo era stato del 3,7% a Udine e del 3,3% a Trieste. Per settembre non sono ancora disponibili le rilevazioni definitive territoriali: il dato Istat nazionale diffuso il 30 settembre è infatti una stima preliminare, mentre il prossimo aggiornamento nazionale con il dettaglio locale è previsto per il 16 ottobre.

Energia e alimentari spingono i prezzi

A settembre la componente che pesa maggiormente sull’incremento è quella energetica. I prezzi dei beni energetici sono aumentati del 22,3% in un anno, contro il 17,1% di agosto. In particolare, i prezzi energetici regolamentati sono passati dal +18,6% al +25,9% e quelli non regolamentati sono saliti dal +17% al +22,2%.

Anche il comparto alimentare ha registrato una maggiore pressione sui prezzi. I beni alimentari nel complesso sono passati da una crescita annua dell’1% a una dell’1,8%, ma l’accelerazione è dovuta interamente agli alimentari non lavorati, aumentati del 5,5% rispetto a settembre 2025. Ad agosto l’aumento tendenziale era stato del 3,8%.

Il carrello della spesa, dove l’Istat raggruppa i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona, è passato dal +0,9% al +1,7%. Anche i prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno accelerato, dal 4,3% al 5,3%.

La crescita dei prezzi non riguarda però soltanto beni ed energia. I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono passati dal +2,6% al +2,9% annuo, mentre quelli relativi ai trasporti hanno accelerato dallo 0,8% all’1,6%.

L’inflazione di fondo, calcolata escludendo energia e alimentari freschi, rimane più contenuta ma sale comunque dall’1,5% all’1,7%. La crescita dei beni, pari al 5,4%, resta nettamente superiore a quella dei servizi, al 2,6%.

Il quadro del Friuli Venezia Giulia

In attesa dei dati territoriali di settembre, l’ultima fotografia disponibile consente di individuare alcune differenze all’interno del Friuli Venezia Giulia.

Ad agosto Udine registrava un’inflazione del 3,7%, con un aumento dei prezzi dello 0,8% rispetto a luglio. A Trieste l’incremento annuo era invece del 3,3%, a fronte di una variazione mensile dello 0,6%.

A Udine, nel confronto con agosto 2025, l’aumento più consistente riguardava la voce abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, con un +10,9%. Seguivano i trasporti, al +7,4%, mentre ristoranti e servizi di alloggio registravano un +3%. Nel solo passaggio da luglio ad agosto, i trasporti erano aumentati del 2,7%, informazione e comunicazione dell’1,5% e ristoranti e servizi di alloggio dell’1,3%.

Anche a Trieste il capitolo legato alla casa e all’energia mostrava l’aumento più forte: +10% in un anno. Seguivano i trasporti, con +6,9%, e ristoranti e servizi di alloggio, con +4%. Sul mese, invece, i trasporti erano aumentati del 2,8% e informazione e comunicazione dell’1,4%.

Il dato regionale di agosto, pari al 3,5%, si traduceva secondo le elaborazioni dell’Unione nazionale consumatori in una maggiore spesa annua stimata di circa 955 euro per famiglia. Per Udine, con un’inflazione del 3,7%, la stima arrivava a 1.036 euro annui. Si tratta di elaborazioni basate sui dati territoriali Istat e non di una misura diretta della spesa sostenuta dalle singole famiglie.

 

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