Al via il parco fotovoltaico da 2 MW nel Parco del Torre, il comune lo aveva contestato
Udine – Sono iniziati a San Gottardo, a Udine, i lavori per la realizzazione di Helios 2, un impianto fotovoltaico a terra con una potenza complessiva di 2,0358 megawatt. Il progetto, presentato da Friul Helios S.r.l., prevede l’installazione di 3.480 pannelli, orientati a sud e con un’inclinazione di 25 gradi, in un’area vicina alle abitazioni e ricompresa nel Parco del Torre.
La collocazione dell’impianto era stata contestata dal Comune di Udine, che fin dall’avvio dell’iter amministrativo aveva espresso la propria opposizione all’intervento. La vicenda si inserisce nel più ampio tema del rapporto fra sviluppo delle energie rinnovabili, tutela del territorio e possibilità per le amministrazioni locali di incidere sulla localizzazione degli impianti.
Come spiega in una nota l’assessore comunale all’Urbanistica Andrea Zini, l’amministrazione non contesta il ricorso al fotovoltaico come fonte di produzione energetica, ma le caratteristiche specifiche dell’intervento. «La nostra contrarietà riguarda questo specifico intervento, per dimensioni e localizzazione», afferma Zini, richiamando in particolare la vicinanza alle abitazioni e la collocazione all’interno del Parco del Torre.
Il Comune considera l’area di particolare interesse naturalistico e paesaggistico, anche per la frequentazione da parte di pedoni e ciclisti. L’amministrazione sta inoltre lavorando a una nuova disciplina urbanistica del parco.

L’iter del progetto risale al 2024, quando la società proponente presentò una Procedura abilitativa semplificata (Pas) per la realizzazione dell’impianto. Il Comune dispose la non esecuzione dell’intervento e la società impugnò il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale.
Il Tar inizialmente accolse le ragioni del Comune. In seguito, però, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6725 del 29 luglio 2025, ha accolto l’appello della società contro il provvedimento comunale che ne impediva la realizzazione.
Per Zini, la vicenda evidenzia i margini di intervento degli enti locali quando si tratta di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili soggetti alle procedure previste dalla normativa nazionale. «Di fatto le leggi sugli impianti fotovoltaici si sostituiscono in questi casi alla potestà urbanistica degli enti locali», sostiene l’assessore.
Nel frattempo è cambiato anche il quadro normativo nazionale. Il decreto Agricoltura del 2024 ha introdotto nuove limitazioni alla realizzazione di impianti fotovoltaici in determinate aree, ma le nuove disposizioni non si applicano retroattivamente al progetto di San Gottardo.
La disciplina attuale, osserva il Comune, imporrebbe condizioni diverse a un eventuale nuovo progetto con caratteristiche analoghe.
Anche il Friuli Venezia Giulia ha introdotto nel 2025 una normativa sulle aree idonee e non idonee alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obiettivo della legge regionale è definire un quadro che tenga insieme la produzione di energia da fonti rinnovabili e la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della biodiversità e del suolo agricolo.
L’avvio dei lavori pone nuovamente l’attenzione sulle aree da destinare al fotovoltaico a terra. Per il Comune di Udine, secondo Zini, è necessario arrivare a una disciplina territoriale pienamente operativa che consenta di considerare anche elementi come la distanza dalle abitazioni, la fruizione delle aree e il loro valore ambientale e paesaggistico.
Sul progetto di San Gottardo è previsto un momento di confronto con i residenti. Venerdì 9 ottobre alle 18.30 si riunirà infatti il Consiglio di quartiere Laipacco-San Gottardo. Nel corso dell’incontro saranno ricostruiti l’iter amministrativo dell’intervento e le valutazioni dell’amministrazione comunale.

