Campi di applicazione del dragaggio: operazioni complesse ed interventi comuni

Gli scavi eseguiti per asportare i detriti da un determinato fondale acquatico apportano diversi benefici economici ed ambientali. Queste attività, infatti, vengono svolte per preservare la navigazione dei corsi d’acqua, bonificare l’ambiente idrico e agevolare la costruzione di un impianto offshore. Con le operazioni di dragaggio si possono estrarre anche delle risorse destinate alla realizzazione di progetti edili e al ripristino dei litorali deturpati dall’erosione costiera. Non a caso, la ricollocazione dei detriti rimossi è diventata una prassi ormai consolidata nei cantieri adibiti alla manutenzione o alla realizzazione di nuove opere portuali. L’evoluzione del processo di dragaggio ha alimentato l’affermazione di nuovi campi di applicazione in grado di assecondare necessità differenti e garantire l’ottimizzazione delle risorse disponibili.

Strumentazioni e attrezzature innovative per la rimozione dei detriti dai fondali

Lo sviluppo di mezzi e accessori ausiliari all’avanguardia ha stimolato la diffusione di nuove destinazioni d’uso. Il dragaggio, infatti, è diventato un’operazione indispensabile per diverse esigenze idriche, edili ed ambientali. L’attività di estrazione dei detriti non rappresenta più l’unica mansione richiesta ai galleggianti mobili specializzati nello scavo e nell’aspirazione dei fondali marittimi o fluviali. Grazie al contributo dell’innovazione tecnologica questi macchinari sono stati potenziati per incrementare l’efficienza e la versatilità dei sistemi di dragaggio. La nuova gamma di applicazioni disponibili, in pratica, è una conseguenza diretta delle innovazioni introdotte recentemente nello sviluppo di apparecchiature all’avanguardia. Le draghe idrauliche di ultima generazione vengono progettate e realizzate per affrontare qualsiasi tipologia di intervento con estrema manovrabilità. I macchinari più piccoli sono particolarmente indicati per le operazioni di dragaggio nei bacini di decantazione, nei bacini lacustri e nei porti turistici. La principale novità è costituita dalla gestione remota del macchinario tramite un apposito sistema di controllo wireless. Con l’introduzione dell’automatizzazione vengono elevati anche gli standard di sicurezza riservati agli operatori che devono svolgere una determinata mansione. Mediante la strumentazione GPS si possono tracciare e monitorare, in tempo reale tutte le attività che riguardano la rimozione e l’asportazione dei sedimenti da un fondale fluviale, lacustre o marittimo. I modelli anfibi, invece, vengono impiegati sui terreni che prevedono lo smaltimento di miscele composte da liquami e materiali solidi. Le draghe contemporanee possiedono delle attrezzature innovative con cui si possono raschiare e trasportare i residui che rappresentano un problema per la navigazione. Al giorno d’oggi, la sedimentazione eccessiva viene rimossa e riportata in superficie con delle piattaforma galleggianti autonome in grado di completare ogni fase del dragaggio in acque libere senza l’ausilio del personale a bordo.

Campi di applicazione per le draghe di ultima generazione

La riduzione dell’impatto sulla consueta attività marittima è la principale prerogativa dei macchinari utilizzati attualmente nei processi di dragaggio. Il contributo fornito dall’innovazione tecnologica ha introdotto nuove funzionalità ed esteso la portata delle draghe oltre le abituali mansioni nei corsi d’acqua. Le attrezzature più recenti, infatti, vengono impiegate per reintegrare la sabbia nelle spiagge, bonificare gli ecosistemi acquatici e garantire la corretta manutenzione delle infrastrutture portuali. Nel settore industriale vengono incrementate le applicazioni che riguardano la gestione dei bacini di sedimentazione che richiedono una considerevole capacità di stoccaggio dei rifiuti solidi, delle sabbie bituminose e di terreno.

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