Interporto Pordenone, si presenta Hupac. Il terminal ferroviario si avvicina

Pordenone – Nell’area di Interporto Centro Ingrosso di Pordenone spa (ristorante Ai Cramars) si è svolta la presentazione di Hupac, il principale gestore di rete nel traffico intermodale europeo che nei mesi scorsi ha ottenuto, vincendo una gara d’appalto, il contratto di gestione del terminal ferroviario, il cui avvio è previsto nei prossimi mesi nell’area interportuale cittadina.

Era presente un gruppo di 60 operatori della logistica, spedizioni e trasporti e i dirigenti del nord est delle dogane, in particolare Franco Letrari, direttore interregionale, oltre a rappresentanti di Unindustria e di Confartigianato.

Il presidente di Hupac Italia, Piero Solcà ha illustrato i motivi per cui la società elvetica ha creduto e ritenuto la struttura pordenonese strategica per la logistica e per l’evoluzione dell’intermodalità gomma-rotaia.

Alessandro Valenti, direttore commerciale di Hupac, ha spiegato le grandi opportunità che consentiranno di far diventare Pordenone un hub di assoluta eccellenza per la logistica nel Nord Europa, in primis per i traffici verso i porti più importanti, Rotterdam e Duisburg.

L’ing. Eugenio Muzzio, consulente di Interporto Pordenone e uno dei padri della logistica ferroviaria italiana, ha illustrato le peculiarità che rendono la struttura cittadina particolarmente attrattiva in ambito internazionale.

Aprendo l’incontro, l’amministratore delegato di Interporto Pordenone, Giuseppe Bortolussi, ha ricordato che l’area oggi può contare su 68 aziende per un migliaio di occupati (grazie al terminal ferroviario dovrebbero arrivare a 1.250) “una cifra ragguardevole per lo sviluppo del territorio pordenonese”.

“Nel 2012 – ha rilevato l’ad – la Regione aveva deciso che Interporto di Pordenone non doveva esistere come parte ferroviaria. Siamo stati in grado di convincere su progetti e business plan, facendo così firmare una convenzione a Rfi (Rete ferroviaria italiana) l’anno successivo, che ci ha permesso di realizzare il terminal a condizione che fosse una struttura internazionale. Questa, si svilupperà con il massimo della potenzialità prevista dall’Europa, vale a dire i famosi 750 metri, con 7 fasci binari, di cui 3 elettrificati e 4 per il carico e scarico, con un’asta di manovra che permetterà, una volta a regime, un ingresso più agevole e a costi molto più competitivi rispetto ad altri terminal, con, infine, un risparmio notevole anche sul piano energetico e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica grazie alle più sofisticate tecnologie”.

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