La Cassazione respinge il ricorso, in carcere l’uomo accusato dell’omicidio stradale di Sara Rizzotto e Jessica Fragasso

Pordenone – La Corte di Cassazione con sentenza del 9 gennaio ha respinto il ricorso presentato dai legali di Dimitre Traykov, il 62enne imprenditore bulgaro accusato dell’omicidio stradale di Sara Rizzotto e Jessica Fragasso, avvenuto il 30 gennaio 2022 sulla A28.

Il ricorso era stato presentato contro la sentenza di Appello che lo aveva condannato a 7 anni di carcere.

Traykov sarà ora tradotto in carcere, poiché la Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Trieste, che ha ratificato la condanna a 7 anni pronunciata inizialmente a Pordenone. L’esecuzione dell’ordine di carcerazione è prevista in via immediata.

L’uomo è stato dichiarato colpevole del duplice omicidio stradale di Sara Rizzotto, 26enne di Conegliano, e della cugina Jessica Fragasso, 20enne di Mareno di Piave, oltre alle lesioni causate alle due figlie di Sara.

I familiari di Jessica hanno commentato che ora la giustizia è stata completamente fatta, esprimendo la speranza di trovare un po’ di pace per lenire il loro immenso dolore.

Tutte le statuizioni civili sono state confermate integralmente, compreso il pagamento di provvisionali che vanno dai 35 mila euro per i genitori delle vittime, ai 25 mila per i nonni di Sara, ai 20 mila euro per gli zii.

L’avvocato Alessandra Nava, legale della famiglia Rizzotto, sta ancora cercando di pignorare i beni sequestrati in via conservativa a Traykov in Bulgaria, che includono un appartamento di 75 metri quadrati, una casa singola a due piani di 148 metri quadrati con terreni agricoli annessi, proprietà di 993 metri quadrati, due vigneti di 4,649 acri e 2,325 ettari rispettivamente, e altri quattro terreni per 25.618 acri.

Il tragico incidente è avvenuto quando il 62enne aveva tamponato violentemente la Fiat Panda in cui si trovavano le due vittime insieme alle figlie di Sara. Traykov aveva colpito la macchina delle ragazze a 180 chilometri all’ora, per poi fuggire a piedi dalla scena dell’incidente.

Venne successivamente arrestato presso la sua abitazione qualche ora dopo, risultando positivo all’alcol test con 1,20 grammi per litro. Durante l’interrogatorio, aveva sostenuto di aver bevuto a casa per calmarsi, attribuendo l’incidente a una distrazione causata da una chiamata ricevuta dalla moglie poco prima dello schianto.

 

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