Operatore di casa di riposo affetto da tubercolosi, profilassi per ospiti e dipendenti

Trieste – Un caso di tubercolosi polmonare è stato accertato a Trieste in un operatore sanitario della Residenza protetta per anziani “Casa Livia Ieralla”, di Padriciano.

Lo rende noto oggi la struttura residenziale, precisando che è in corso la profilassi sui 112 ospiti e sui 102 dipendenti della struttura e su tutti coloro che hanno avuto un contatto con l’operatore sanitario, come stabilito dai protocolli delle competenti Autorità Sanitarie.

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse.

Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese.

Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone.

Nonostante sia una malattia prevenibile e curabile, la tubercolosi costituisce oggi una delle emergenze sanitarie più drammatiche, tanto da essere stata dichiarata emergenza globale nel 1993 dall’Oms per l’enorme carico sanitario, economico e sociale che la accompagna. La Tb è infatti ancora trattata con strumenti diagnostici e farmaci di vecchia concezione, mentre una diagnosi precoce e l’uso di trattamenti adeguati e innovativi potrebbe incidere significativamente sulla riduzione della malattia.

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