Pioggia di euro per mettere in sicurezza il patrimonio artistico e culturale del Friuli venezia Giulia

Udine – Aquileia, Cividale del Friuli, Gemona, Gorizia, Grado, Marano Lagunare, Moggio Udinese, Palmanova, Premariacco, Ruda, Trieste e Udine potranno utilizzare parte delle risorse complessive del piano di investimenti sul patrimonio culturale italiano approvato dal comitato tecnico scientifico del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact).

I fondi per gli interventi da realizzare in tutta Italia sono pari a 597.058.875 milioni di euro, la quota complessiva per le 12 località in Fvg ammonta a 37.325.000 euro.

Si tratta di risorse per la verifica e prevenzione del rischio sismico, la riduzione delle vulnerabilità, la messa in sicurezza del patrimonio culturale e il restauro di numerosi beni culturali segnalati dal territorio.

Nel dettaglio, Aquileia potrà disporre di complessivi 11.165.000 euro così suddivisi: 150.000 Casa Bartoli, 4.600.000 per basilica e campanile, 3.500.000 per l’ex Essiccatoio Nord, centro visite Foro (sito Unesco), 915.000 per il museo Paleocristiano e 2.000.000 per gli interventi di miglioramento dell’accessibilità delle aree archeologiche.

Saranno invece 6.400.000 le risorse dedicate a Cividale del Friuli 2.500.000 per Duomo e campanile (proprietà non statale), 900.000 per la chiesa e il campanile di S. Martino (proprietà non statale) e 3.000.000 per il museo Archeologico nazionale, mentre 900.000 saranno utilizzabili da Gemona del Friuli per la chiesa di San Giovanni (non statale).

Gorizia potrà invece utilizzare 1.850.000 euro: 1.250.000 per il complesso ex Cinema teatro Stella Mattutina e 600.000 per la “Sala Petrarca” all’interno del complesso denominato “Trgovski Dom”.

Per la basilica di Sant’Eufemia (proprietà non statale), Grado potrà contare su 2.300.000 euro, mentre Marano Lagunare avrà a disposizione 500.000 euro per la Torre civica (proprietà non statale).

Per la prevenzione del rischio sismico, Moggio Udinese avrà a disposizione 600.000 euro per la chiesa di Santo Spirito (proprietà non statale). Seguono poi Palmanova con 120.000 euro per Porta Udine e 2.000.000 per un intervento di consolidamento e valorizzazione del sistema fortificato della città fortezza.

Ammontano a 1.800.000 i fondi per l’Amideria Chiozza con ciminiera a Ruda (proprietà non statale). Sono invece complessivamente 7.200.000 euro i fondi destinati al patrimonio di Trieste, così suddivisi: palazzo Economo 1.000.000, magazzino n.20 in Porto vecchio, 1.350.000, chiesa di Notre Dame de Sion 200.000 (proprietà non statale), Faro della Vittoria 750.000, Villa Necker 800.000, parco di Miramare, castelletto e case ex custodi, in consegna al museo autonomo Mibact 2.000.000, Villa Cosulich 1.100.000 (proprietà non statale).

A Udine invece 500.000 saranno destinati alla chiesa di S. Chiara (proprietà non statale), 2.200.000 all’ex Caserma Sovorgnana, mentre a Premariacco 600.000 euro verranno utilizzati per Villa Cernazai Pontoni (proprietà non statale).

Soddisfazione è stata espressa dalla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani

“La bellezza è una risorsa non delocalizzabile del nostro territorio, investire nella sua conservazione è investire sul nostro futuro”.

“Dai centri Unesco di Aquileia, Cividale e Palmanova, al parco di Miramare a Trieste – ha continuato Serracchiani – vengono messi in sicurezza, restaurati e valorizzati luoghi simbolo della nostra regione e anche meno noti, che sono custodi della storia e della cultura di questo territorio oltre che – ha sottilineato -protagonisti della crescita turistica di questi anni “.

“Ringrazio il ministro Franceschini per un’operazione lungimirante. Investendo nei beni culturali – ha concluso Serracchiani – tuteliamo in beni che hanno un grandissimo valore aggiunto in quanto insostituibili”.

L’assessore regionali ai Beni culturali Gianni Torrenti ha espresso la sua “soddisfazione per un risultato che premia un lungo e paziente lavoro di relazione tessuto tra la Regione e il Ministero, con cui si è instaurato un fruttuoso rapporto di fiducia”.

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