Prati stabili: il Forum delle Associazioni Ambientaliste lancia un allarme sui possibili effetti di una recente modifica normativa regionale

Cordenons (Pn) – Il Forum delle Associazioni Ambientaliste lancia un allarme sui possibili effetti di una recente modifica normativa regionale che riguarda la tutela dei prati stabili di pianura. Al centro della segnalazione, l’autorizzazione allo spandimento di liquami zootecnici su superfici finora escluse da questa pratica, ritenuta dalle associazioni potenzialmente dannosa per la biodiversità e per un patrimonio ambientale considerato fragile e già in forte regressione.

ALLARME PRATI STABILI

Sversamento di liquami zootecnici su alcune tipologie di prati

Durante i festeggiamenti dello scorso Natale, la maggioranza in Consiglio regionale ha approvato una variazione alla LR 9/2005 che tutela i prati stabili di pianura. Con il nuovo articolo 5 bis, si autorizzano gli allevatori zootecnici a sversare su alcune tipologie di prati i loro reflui zootecnici, ovvero i liquami.

La norma, recita il primo comma, avrebbe la finalità “di riequilibrare la produzione di fieno naturale con l’allevamento bovino secondo i principi dell’economia circolare”, una premessa certamente nobile ed accattivante, che tanto profuma di fieno appena tagliato e latte appena munto.

Leggendo però i commi successivi, le sensazioni olfattive mutano radicalmente e si palesa la reale finalità della norma: autorizzare gli allevatori a spandere i loro liquami anche su aree fino ad ora interdette a tale pratica.

Per proteggere i prati stabili di pianura, prezioso e fragile bene comune che sta progressivamente scomparendo, nel 2005 la nostra Regione, prima in Italia, approvò la legge n. 9 imponendo limiti alle concimazioni e alle lavorazioni, avendo dimostrato che provocano una modifica dell’acidità del terreno con la conseguente scomparsa di numerose specie vegetali rustiche autoctone e, conseguentemente, delle popolazioni di insetti ed animali che ospitano questi habitat.

L’eccesso di nutrimento finisce poi per favorire la crescita di alcune specie che finiscono per dominare su tutte le altre, sostituendole. È noto a tutto il mondo scientifico che anni di fertilizzazione hanno reso i nostri prati veri e propri cimiteri per api, farfalle e per la biodiversità in genere. È accertato che la liquamazione è la pratica che ha gli effetti più devastanti.

A dispetto delle evidenze scientifiche, delle tutele introdotte dalla LR n. 9 del 2005 e dalla Direttiva europea 43/92 CEE per questi preziosi habitat, la nuova norma consentirà agli allevatori di disperdere i liquami, al “modico” prezzo di euro 2.000,00 per ettaro: un bel dono lasciato sotto al loro abete, pagato da tutta la comunità, che si vedrà progressivamente privata di un suo patrimonio, destinato a scomparire grazie all’indebolimento degli strumenti che lo tutelavano.

In ragione di ciò, l’Associazione Naturalistica Cordenonese, sentite le numerose realtà che aderiscono al Forum delle Associazioni Ambientaliste, chiede una rapida interlocuzione con l’Assessorato competente e con tutte le forze politiche del Consiglio regionale per una rapida abrogazione della nuova norma, prima che questa inizi a dispiegare i propri dannosi effetti.

Cordenons, 6 febbraio 2026

Il Forum delle Associazioni Ambientaliste

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