Premio Cavallini 2018: presentati i vincitori. La cerimonia il prossimo 27 ottobre

Pordenone – Il 22 ottobre, nella saletta incontri del convento di San Francesco a Pordenone, è stata presentata l’edizione 2018 del Premio Cavallini, istituito da Vittorio Sgarbi nel 1996 a Barcis e giunto alla XXII edizione.

Dallo scorso anno il premio non è più intitolato al solo Bruno Cavallini, zio di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, ma ai fratelli Bruno, Romana e Rina Cavallini, quest’ultima madre di Vittorio ed Elisabetta, tre personalità molto diverse, ma tutte accomunate da una speciale sensibilità artistica e da un altrettanto speciale forza di carattere.

Sono quattro i riconoscimenti che saranno assegnati in questa edizione articolati su varie sezioni:
– Premio per la saggistica, a Michele Ainis
– Premio per la narrativa a, Ermanno Cavazzoni
– Premio alla carriera, a Piera Degli Esposti
– Premio alla creatività, a Morgan

I nomi dei premiati sono stati resi noti nel corso della conferenza stampa alla quale erano presenti il Presidente del Comitato organizzatore del premio, Maurizio Salvador e Valentina Gasparet, l’assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, Pietro Tropeano e l’assessore al Turismo del Comune di Barcis, Daniela Paulon con l’assessore alla cultura Lorena Gasparini.

La cerimonia di consegna del premio è in programma sabato 27 ottobre alle 20.30 al Convento di San Francesco a Pordenone. A consegnare il Premio, promosso con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Pordenone e di Barcis e della Pro Barcis, sarà Vittorio Sgarbi, che lo istituì nel 1996 a Barcis, comune di cui è cittadino onorario.

A Barcis nacque l’idea di istituire il premio, consegnato per alcuni anni nella località turistica della Valcellina e dal 2003 a Pordenone. “Il Premio Cavallini è un derivato del Premio Giuseppe Malattia della Vallata – ha scritto Vittorio Sgarbi – con Gaio Fratini, primo premiato, a cui sono seguiti in oltre 20 anni importanti esponenti del mondo della cultura contemporanea nei vari campi del sapere (dalla letteratura alla ricerca scientifica, dalla musica al teatro) tra i più conosciuti in Italia e in Europa”.

La serata sarà coordinata da Maurizio Salvador, che nel 1996 da sindaco di Barcis accolse con entusiasmo l’idea del premio, e da Valentina Gasparet, e vedrà la presenza, come per gli anni scorsi, della famiglia Cavallini-Sgarbi. Nel corso della serata Piera Degli Esposti per ricordare Giuseppe Sgarbi, per tutti “Nino” scomparso il 23 gennaio 2018, leggerà un suo brano inedito sull’Abbazia di Pomposa.

Ha scritto Vittorio Sgarbi del premio: “Il Premio Cavallini dallo scorso anno non è più Premio Bruno Cavallini, ma semplicemente Premio Cavallini, per includere lo zio Bruno, la zia Romana e mia madre Rina – tre spiriti artistici, ciascuno a suo modo. Mio zio Bruno, oltre che un ‘legame di sangue’, ha soprattutto con me un collegamento di idee e di pensieri. Con una vitalità assolutamente inesausta (che mi è sicuramente passata per via di testa e non per via di sangue) che era poi quella ammirata, in lui, dai suoi amici, nei momenti in cui pacatamente conversava, metteva insieme la storia civile e quella letteraria, identificava i riferimenti a Foscolo, a Carducci, a Dante, a Benedetto Croce con una straordinaria capacità, affascinando molti che ancora lo ricordano. Mio zio ha molto parlato e detto, e quasi nulla ha scritto. Era un ‘atleta’ delle lezioni private, consentendosi in tal modo di triplicare lo stipendio. Si arrabbiava su qualunque cosa non corrispondesse alla sua idea lucida e limpida del mondo e, dove l’argomento meritasse, non sentiva stanchezza. Quel riottoso zio, coltissimo, sofisticato e sottile, quasi un Bobi Bazlen che quasi nulla scriveva, era totalmente estraneo a ogni forma di potere culturale, e l’unico potere che poteva rappresentare era quello della sua intelligenza, della sua passione, delle sue idee.”

Elisabetta Sgarbi a proposito della madre, Rina, e della zia, Romana: “Mio zio Bruno è sempre stato il modello di mio fratello. Io mi sono riconosciuta più spesso nella postura della zia Romana. Silenziosa e bellicosa mia zia, e anche io. Più appartata di suo fratello e sua sorella, ma altrettanto tumultuosa interiormente, e altrettanto affidata alla poesia. Poco dopo la sua scomparsa, ho voluto pubblicare dei suoi testi, perché ne erano lo specchio, e davano pienezza ai suoi silenzi. Con gli anni, e soprattutto ora che abbiamo un rapporto diverso, mi sono invece sempre più riconosciuta nella Rina. Mi sembra ora di pensarla sempre come lei, con la stessa passione e la stessa intransigenza, la stessa violenza fatta di amore per le cose e le persone. Mi fa sempre uno strano effetto pensare a loro in relazione a un premio, perché i premi sono statici e loro – tutti e tre, Bruno, Rina e Romana – erano quanto pochi altri mobili. Ma è vero che i premi sfidano e vincono il tempo, restano. Come loro tre, ne sono convinta.”

Note sui premiati

MICHELE AINIS
Premio per la saggistica a Michele Ainis, fra i più noi costituzionalisti italiani, per saper spiegare e raccontare, anche a un pubblico di lettori non esperti, i vincoli, i significati, le potenzialità e le garanzie che la nostra Carta Costituzionale dà al suo Paese.

ERMANNO CAVAZZONI
Premio per la narrativa a Ermanno Cavazzoni (nella foto tratta dal sito del Festival della Disperazione) che da molti anni, con la sua narrativa sospesa tra visionarietà e denuncia, sa rappresentare l’eccentricità della vita – un’eccentricità che forse è l’unica via di fuga dagli automatismi che ripetono le esistenze.

PIERA DEGLI ESPOSTI
Premio alla carriera per Piera degli Esposti, per una storia che l’ha vista a teatro, al cinema, in televisione, sempre con lo stesso talento, mostrando come le arti possano dialogare in una stessa persona e trovare sempre attualità espressiva.

MORGAN
Premio alla creatività per Morgan che da sempre ha saputo ripercorrere in modo del tutto personale i limiti della canzone, del pop e del rock, facendo dialogare cultura alta e cultura popolare, creando forme inedite e rinnovando i linguaggi della musica.

Il premio è stato assegnato: nel 1997 a Gaio Fratini, nel 1998 alla Rivista Panta, nel 1999 a Younis Tawfik con premio speciale a Egi Volterrani, nel 2000 a Franco Loi, nel 2001 a Alain Elkann, nel 2002 a Franco Marcoaldi, nel 2003 a Gian Antonio Cibotto, nel 2004 a Edoardo Nesi, nel 2005 a Diego Marani, nel 2006 a Pino Roveredo, nel 2007, anno in cui il premio si è sdoppiato, a Alexandre Jardin e Giovanni Reale, nel 2008 a Lucio Dalla, Marco Alemanno e Matteo Collura, nel 2009, a Mauro Corona e Pierluigi Panza, nel 2010 a Claudio Magris e Folco Quilici, nel 2011 a Roberto Vecchioni e Alessandro Spina, nel 2012 alla cantante Alice e allo scrittore Maurizio Di Giovanni, nel 2013 a Pierluigi Cappello, Eleonora Cavallini, Tommaso Cerno con premio speciale a Boris Pahor, nel 2014 a Nuccio Ordine con premio speciale a Raffaele La Capria, nel 2015 a Jean-Louis Georgelin, Marc Fumaroli e Ramin Bahrami nel 2016 a Oscar Farinetti, Paolo Portoghesi e Giuseppe Sgarbi e, lo scorso anno a Luciano Canfora, Furio Colombo, Gilles Pécout, Umberto Piersanti e Italo Zannier.

Piera Degli Esposti, intervistata da Pino Strabioli in “Wikipiera”, sarà protagonista dell’evento inaugurale del cartellone di Prosa del Teatro Verdi di Pordenone, domenica 28 ottobre alle 16.

Tutte le informazioni sul Premio si possono trovare sul sito www.premiobrunocavallini.it

 

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