Riforma del governo del territorio, il Consiglio regionale approva il Ddl 90

Trieste – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato ieri sera il Ddl 90 sul governo del territorio, una riforma che modifica il sistema della pianificazione regionale puntando su maggiore flessibilità degli strumenti urbanistici, coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo.

Il provvedimento è passato con 25 voti favorevoli della maggioranza, 7 contrari del gruppo Pd e 8 astensioni di Avs, M5S, Open Sinistra Fvg, Patto per l’Autonomia-Civica Fvg e del consigliere Marko Pisani (Ssk).

Il nuovo modello prevede una pianificazione articolata su tre dimensioni: regionale, di area vasta e comunale. Uno degli elementi qualificanti è infatti il rafforzamento della dimensione sovracomunale, attraverso strumenti di copianificazione e collaborazione tra gli enti. L’obiettivo è affrontare trasformazioni, infrastrutture, servizi e reti ecologiche considerando territori che spesso superano i confini amministrativi dei singoli Comuni.

La riforma interviene anche sul consumo di suolo, indicando nella rigenerazione del patrimonio esistente una delle direttrici principali della pianificazione. Secondo quanto illustrato dalla Giunta, il nuovo impianto punta ad arrivare all’azzeramento del consumo di suolo, fatta eccezione per opere straordinarie ritenute fondamentali, come importanti interventi viari o raccordi ferroviari. Particolare attenzione viene riservata anche al recupero di aree urbane, industriali e commerciali degradate e di aree militari dismesse.

Tra le novità ci sono inoltre le componenti “verdi e blu”, cioè l’insieme di aree naturali, spazi verdi e sistemi d’acqua, che diventano una componente della pianificazione e dovranno essere considerate anche nelle aree produttive e commerciali. La legge mantiene inoltre attenzione alle aree agricole, al paesaggio e alle caratteristiche dei territori montani, costieri e lagunari.

«La riforma del governo del territorio nasce dalla consapevolezza che è necessario dotare il Friuli Venezia Giulia di un modello di pianificazione più moderno, flessibile e capace di adattarsi alle trasformazioni», ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante dopo l’approvazione. Per l’assessore, il provvedimento consente di «restituire ai Comuni la possibilità di governare concretamente e quotidianamente le trasformazioni del proprio territorio», rafforzando al tempo stesso la dimensione sovracomunale.

Il voto ha confermato le posizioni già emerse durante l’esame in Aula. Le opposizioni non hanno condiviso l’impianto complessivo della legge, pur riconoscendo alcuni elementi positivi. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha accolto con favore i principi della riforma e la clausola valutativa, ma ha espresso dubbi sull’efficacia delle misure contro il consumo di suolo, annunciando l’astensione. Anche Rosaria Capozzi (M5S) ha parlato di una riforma importante, ma ha manifestato perplessità sulla capacità degli strumenti previsti di governare i conflitti territoriali, in particolare quelli legati alla transizione energetica.

Serena Pellegrino (Avs) ha richiamato i dati sul consumo di suolo in regione e ha valutato positivamente gli interventi sulla rigenerazione urbana e sulla sostenibilità, criticando però l’assenza di una maggiore attribuzione di funzioni agli enti di area vasta. Marco Putto (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha commentato positivamente l’accoglimento di alcuni emendamenti proposti dal suo gruppo. Tuttavia, ha puntualizzato Putto, «il nostro voto è di astensione poiché subordinato alla futura attuazione della legge, su cui vigilerem0».

Dal Pd sono arrivati gli unici voti contrari dell’opposizione. Diego Moretti ha contestato in particolare il ruolo attribuito alle Province, sostenendo che il provvedimento assegni funzioni a enti che il suo gruppo considera privi di una funzione effettiva. «Il nostro è un voto politico», ha affermato.

Dalla maggioranza sono arrivate valutazioni positive sul percorso legislativo e sull’impostazione della riforma. Michele Lobianco (Forza Italia) l’ha definita «un atto d’amore per il Fvg», mentre Mauro Di Bert (Fedriga presidente) ha sottolineato che il provvedimento riguarda non soltanto l’urbanistica, ma il modo di affrontare le trasformazioni territoriali. Igor Treleani (Fratelli d’Italia) ha ricordato che sono stati approvati 45 dei 237 emendamenti presentati dalle opposizioni, circa il 20 per cento, indicando nel superamento dei confini comunali uno degli elementi qualificanti del nuovo sistema. Lucia Buna (Lega) ha infine richiamato la trasparenza del percorso legislativo e l’obiettivo di una pianificazione orientata alla sostenibilità.

Con l’approvazione del Ddl 90 si apre ora la fase dell’attuazione della riforma, sulla quale si concentreranno le successive attività di pianificazione ai diversi livelli territoriali.

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