Spegnimento dei roghi boschivi, a Gorizia la produzione del nuovo aereo anfibio antincendio WF-X

Gorizia – L’Aeroporto Duca d’Aosta, situato tra Gorizia e Savogna d’Isonzo su circa 150 ettari adiacenti al confine sloveno, ospiterà la produzione di un nuovo aereo anfibio antincendio di ultima generazione, il WF-X. Il velivolo multiruolo nasce con l’obiettivo di rafforzare la capacità di intervento nella lotta agli incendi boschivi e di consolidare il ruolo dell’Italia nell’innovazione aeronautica.

Il progetto è stato presentato nella sede della Camera di commercio Venezia Giulia a Gorizia da Renato Sacchetti, fondatore e amministratore delegato dell’impresa produttrice, la 19-01 Holding. All’incontro hanno partecipato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il sindaco di Savogna d’Isonzo Luca Pisk e il presidente di Snam Alessandro Zehentner.

Il piano prevede la realizzazione di uno stabilimento di circa dieci ettari all’interno dell’area aeroportuale. La certificazione del velivolo è prevista nel 2031, mentre l’avvio della produzione è fissato per il 2032.

Il WF-X sarà un idrovolante di nuova generazione che integra tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e sistemi di gestione dei dati in tempo reale. Il velivolo opererà in coordinamento con altri mezzi aerei e terrestri durante le operazioni di emergenza. Il progetto prevede anche visione notturna con sistemi NVG e dispositivi Sense & Avoid per aumentare la sicurezza delle missioni.

L’aereo è progettato per diverse attività operative: spegnimento di incendi boschivi, pattugliamento marittimo, ricerca e soccorso, evacuazione medica e interventi di protezione civile. Può inoltre trasportare fino a 42 passeggeri in contesti con infrastrutture limitate.

Il primo prototipo dovrebbe essere pronto nel 2028. Il programma industriale punta a una produzione di circa 25 velivoli all’anno, con un costo unitario stimato attorno ai 62 milioni di euro.

L’iniziativa prevede un investimento privato superiore al miliardo di euro e un forte impatto economico sul territorio. Sono attese circa 1.200 assunzioni dirette nello stabilimento isontino e un indotto stimato in 9.500 posti di lavoro. Le ricadute sul prodotto interno lordo regionale potrebbero superare i 5 miliardi di euro.

Il progetto coinvolge numerose aziende italiane del settore aerospaziale. Circa il 75% dei componenti del velivolo sarà prodotto in Italia, con assemblaggio finale a Gorizia. Tra i partner ci sono realtà come Persico Group, Magnaghi Aerospace, Italdesign e il CIRA – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali.

Secondo i promotori, il progetto nasce in risposta all’aumento degli incendi boschivi su scala globale. Nel 2023 questi fenomeni hanno prodotto circa il 23% delle emissioni mondiali di CO₂.

In media (2012-2023) bruciano ogni anno nel mondo 400 milioni di ettari, una superficie pari a circa 13,5 volte l’Italia. Gli esperti avvertono che il numero di incendi aumenterà del 50% entro il 2100 a causa del riscaldamento globale del pianeta e che i governi non sono preparati ad affrontare questa emergenza. Il costo annuo degli incendi boschivi, solo negli Stati Uniti, viene stimato tra i 394 e i 893 miliardi di dollari.

Il sistema sviluppato da 19-01 Holding punta a integrare velivoli e tecnologie digitali per migliorare la prevenzione e l’efficacia degli interventi.

L’obiettivo è costruire un nuovo polo europeo dell’aviazione anfibia avanzata nell’area isontina, con una prospettiva industriale di lungo periodo e una forte collaborazione con il sistema produttivo e della ricerca nazionale.

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