Traffico di migranti irregolari dalla Cina, smantellata una rete criminale che operava sulla Rotta Balcanica
Monfalcone (Go) – I Carabinieri della Compagnia di Monfalcone, con il supporto della Stazione di Villesse e il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Trieste, hanno smantellato un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini cinesi.
L’indagine ha preso avvio nell’agosto 2025 a Villesse, dopo la segnalazione di alcuni testimoni che avevano notato un gruppo di persone scendere da un camion con targa montenegrina e allontanarsi a bordo di auto con targhe italiane. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire l’attività del gruppo e le modalità utilizzate per il trasferimento degli stranieri irregolari.
Secondo quanto emerso, gli autisti coinvolti lasciavano le auto nei pressi della stazione ferroviaria di Monfalcone e si spostavano in treno fino a Trieste. Qui incontravano i migranti entrati illegalmente attraverso i confini orientali e li accompagnavano nuovamente in stazione per il rientro. Una volta tornati a Monfalcone, gli stranieri venivano caricati sulle vetture e trasferiti in alcune basi logistiche in Veneto.
Da queste strutture, i migranti proseguivano verso la città di Prato o verso altri Paesi dell’Unione europea, con documenti falsi. Dopo i primi interventi delle forze dell’ordine, il gruppo ha modificato le modalità operative, organizzando i trasferimenti in zone rurali tra le province di Udine e Gorizia, dove avvenivano i trasbordi su altre auto. In alcuni casi i mezzi utilizzati erano dotati di doppifondi per nascondere le persone.
Le indagini hanno portato anche all’individuazione dei vertici dell’organizzazione attiva nel Nord Est. In una fase successiva, il gruppo ha iniziato a utilizzare l’aeroporto di Venezia per imbarcare i migranti su voli diretti in Spagna, sempre con documenti contraffatti. Alcuni di loro sono stati fermati prima della partenza.
Nel febbraio 2026, a Roma, i militari hanno arrestato la donna ritenuta a capo dell’organizzazione, conosciuta con il nome di “Mela”, che aveva cambiato identità grazie a documenti falsi. Al momento dell’arresto era in possesso di circa 20mila euro in contanti e di numerosi documenti, molti dei quali risultati falsificati.
Nel complesso dell’operazione sono state arrestate sette persone, tra cui sei autisti fermati mentre trasportavano migranti appena entrati in Italia dalla Serbia. Altri trenta soggetti sono stati denunciati a piede libero.

