Trasporto scolastico, disagi in provincia di Udine: la Regione annuncia 60 modifiche alle corse
Le modifiche agli orari del trasporto pubblico locale non hanno ancora risolto tutte le difficoltà degli studenti che raggiungono Udine dai comuni della provincia. A oltre un mese dall’avvio dell’anno scolastico, restano segnalazioni di coincidenze mancate e attese prolungate dopo le lezioni, soprattutto per chi utilizza le linee extraurbane. La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato il 15 ottobre di aver introdotto circa 60 modifiche alle corse e ha previsto un nuovo confronto con scuole e gestori per valutare gli interventi effettuati e le criticità ancora aperte.
Il problema è legato anche alla diversa organizzazione delle settimane scolastiche adottata dagli istituti superiori udinesi. Alcune scuole hanno scelto la settimana corta, con lezioni dal lunedì al venerdì e orari giornalieri più lunghi; altre hanno mantenuto le lezioni anche il sabato. La sovrapposizione di calendari differenti ha reso più complessa la programmazione dei collegamenti, soprattutto nelle fasce di uscita dalle aule.
La nuova organizzazione dei servizi urbani ed extraurbani era entrata in vigore il 14 settembre, insieme all’orario invernale 2026-2027. Le scelte degli istituti hanno richiesto un coordinamento tra le esigenze scolastiche e la disponibilità di autobus e personale.
In una nota diffusa il 15 ottobre, l’assessora regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha spiegato che le circa 60 modifiche puntuali sono state introdotte per migliorare le coincidenze, distribuire meglio i passeggeri sulle corse e rispondere alle segnalazioni ricevute. L’assessora ha richiamato la necessità di garantire collegamenti adeguati agli orari delle lezioni, attraverso il monitoraggio condotto con gli istituti scolastici, Tpl Fvg, Arriva Udine e l’Ufficio scolastico regionale.
Le difficoltà erano già state affrontate in un tavolo di coordinamento a fine settembre. La Regione aveva riconosciuto la necessità di conciliare l’organizzazione delle scuole con le esigenze del trasporto extraurbano, utilizzato ogni giorno da studenti provenienti da territori diversi.
Il 7 ottobre la consigliera regionale Manuela Celotti (Partito democratico), attraverso un’interrogazione alla Giunta, aveva riferito di attese che in alcuni casi raggiungevano i 40-50 minuti e di coincidenze non compatibili con gli orari di uscita dalle lezioni. La consigliera aveva chiesto alla Giunta di verificare quali fossero le tratte più problematiche e il numero di studenti coinvolti. Anche il consigliere Francesco Martines aveva sollevato la questione, evidenziando la persistenza di disagi nell’area udinese.
Le segnalazioni delle famiglie riguardano anche la distribuzione delle corse nell’arco della giornata. Per il collegamento tra Udine e Tricesimo, la stampa locale ha riportato lamentele sulla concentrazione degli autobus nella fascia tra mezzogiorno e le 12.35 e sulla minore disponibilità per gli studenti che terminano le lezioni alle 13.
Il confronto che si terrà a breve tra Regione, scuole e aziende di trasporto dovrà chiarire se gli interventi effettuati sono sufficienti o se occorrono ulteriori correzioni. L’obiettivo è evitare che le differenze tra i calendari scolastici si traducano in attese eccessive o in difficoltà per chi risiede lontano dal capoluogo.
La questione, a livello generale, riguarda anche l’accesso all’istruzione: la possibilità di frequentare un istituto superiore non dovrebbe essere condizionata dalla disponibilità di collegamenti adeguati nel comune di residenza.
Il disagio per i trasporti si inserisce infatti in un quadro più ampio di questioni aperte nell’ambito scuole, dai costi alle condizioni degli edifici. Le spese per libri, materiali e spostamenti pesano sui bilanci familiari, mentre la manutenzione degli immobili scolastici e la disponibilità di spazi adeguati, nonostante alcuni interventi sulle situazioni più critiche, sono una nota dolente e ricorrente.
Anche per questo è in corso oggi una protesta nazionale di studenti e docenti, sull’onda delle manifestazioni che si stanno svolgendo in vari Paesi d’Europa per la salvaguardia del diritto allo studio e a condizioni dignitose dei locali scolastici.

