Trovata droga nel locale: bar della mala recidivo chiuso per la seconda volta in un anno

Pordenone – Il “Bar Tiffany” di piazza Risorgimento 11 a Pordenone è stato nuovamente colpito dal provvedimento di sospensione dell’attività per 30 giorni.

Nella tarda serata di mercoledì 17 luglio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Pordenone, insieme agli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” di Padova e di una unità cinofila “Antidroga” della Polizia di Stato, dopo aver ultimato i controlli nel parco Galvani, hanno continuato le operazioni di prevenzione e vigilanza sul territorio controllando alcuni pubblici locali, tra i quali il “Bar Tiffany” di piazza Risorgimento.

Nel locale pubblico è stato effettuato un accurato controllo e l’unità cinofila antidroga ha dato inequivocabili segni di allertamento in prossimità delle “slot machine” presenti all’interno dell’esercizio commerciale.

I poliziotti hanno quindi ritrovato, nascosto dietro alcune riviste, un sacchetto di cellophane contenente alcuni grammi di marijuana confezionata e pronta allo spaccio.

Stante la positività del controllo, il locale è stato quindi sottoposto ad una perquisizione ex art. 103 c. 2 D.P.R. 309/90 T.U. sugli stupefacenti.

Fin dalla riapertura del bar, già chiuso per 20 giorni con analogo provvedimento il 28 giugno dello scorso anno, questo episodio è stato solamente l’ultimo di una serie di interventi e controlli effettuali dalle Forze di Polizia in tale esercizio.

Come quello alle tre di notte del 18 dicembre 2018, quando all’interno erano stati controllati cinque avventori, tre dei quali con precedenti di polizia in materia di stupefacenti, furto e ricettazione.

E ancora, la notte del 17 febbraio 2019, quando una Volante era intervenuta in ausilio ad una pattuglia della Polizia Locale in difficoltà ad identificare un cittadino tunisino con a carico numerose misure di prevenzione, avviso orale e ammonimento.

Ancora più emblematico l’episodio accaduto sempre nello stesso giorno del 17 febbraio, quando alle ore 18.30 un equipaggio della Volante della Questura ha visto uscire dal Bar Tiffany un noto pregiudicato che, alla vista dei poliziotti, si era dileguato rapidamente.

Successivi controlli hanno permesso di verificare che l’uomo uscito dal bar Tiffany era in realtà evaso, poiché colpito da provvedimento restrittivo della misura cautelare degli arresti domiciliari.

E ancora controlli avvenuti il 3 marzo e il 18 aprile 2019, dove all’interno del bar erano stati identificati esclusivamente avventori con precedenti di polizia in materia di stupefacenti, furto, reati contro la persona e reati in materia di immigrazione.

Lo scorso 29 maggio, alle ore 19.05, due Volanti erano intervenute nel bar per una lite animata tra quattro avventori scaturita dal rinvenimento di un portafogli. Dei quattro litiganti uno risultava avere gravi precedenti di polizia in materia di stupefacenti, lesioni, oltraggio a P.U., ubriachezza, nonché colpito da avviso orale e ammonimento disposto dal Questore.

E ancora, il controllo del 2 giugno 2019 ed i due effettuati nella medesima giornata di mercoledì 10 luglio scorso, quando, per l’ennesima volta, gli avventori erano quasi esclusivamente gravati da svariati precedenti, soprattutto in materia di stupefacenti, sino a giungere al controllo della sera del mercoledì successivo, 17 luglio, con il rinvenimento della droga nascosta nel “bar Tiffany”.

Il Questore della provincia di Pordenone, sussistendone quindi i presupposti, ha applicato per la seconda volta la sospensione ex art. 100 T.U.L.P.S. nei confronti del “Bar Tiffany”.

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