Vasto incendio alla Roncadin, leader delle pizze surgelate. Danni per decine di milioni

Meduno (Pn) – Un incendio di grandi proporzioni si è sviluppato alle 5.40 di venerdì 22 settembre alla Roncadin di Meduno, azienda leader nella produzione di pizze surgelate e snack per i mercati italiani ed esteri, che dà lavoro a 550 addetti, con un fatturato attorno ai 100 milioni.

Il fuoco, che ha divampato per più di quattro ore, ha colpito quattro linee di produzione ed un capannone.

In totale hanno lavorato allo spegnimento 15 mezzi e 40 vigili del fuoco, del Comando provinciale di Pordenone e dei distaccamenti di Maniago, San Vito al Tagliamento e Spilimbergo, affiancati dagli uomini della Base Usaf di Aviano.

Non si contano feriti. I danni sono ingenti: ciascuna linea produttiva ha un valore di 10 milioni di euro.

Gli operai che dovevano prendere servizio non hanno potuto far altro che assistere attoniti al disastro. Sul luogo dell’incendio è giunto il sindaco di Meduno, Oreste Vanin, ed Edoardo Roncadin, padre dell’amministratore delegato Dario.

Nel corso della mattinata è arrivata anche la presidente della Regione Debora Serracchiani per un sopralluogo.

“Vanno ringraziati tutti, ovvero maestranze, dirigenza, Vigili del fuoco e Forze dell’ordine, per come hanno gestito le fasi concitate dell’incendio. Per fortuna non ci sono stati feriti gravi grazie alla prontezza del personale che, perfettamente addestrato, ha saputo affrontare al meglio la fase di emergenza, salvando le vite di quanti in quel momento erano impegnati nel turno di lavoro” ha detto la presidente

Accompagnata dal titolare Edoardo Roncadin, da sindaco e vicesindaco di Meduno, Oreste Vanin e Lino Canderan, Debora Serracchiani si è voluta accertare dell’accaduto, portando di persona la solidarietà della Regione a quanti operano nello stabilimento.

Pur restando ingente il danno subito dall’azienda, Serracchiani ha riferito che “per fortuna due linee sono rimaste intatte. Come ci ha evidenziato Roncadin, ci sono i margini per riprendere l’attività con gli impianti non interessati dalle fiamme. Ora faremo un ragionamento con l’imprenditore e i lavoratori per vedere come ripartire salvaguardando i posti di lavoro e la produzione”.

“Ho notato – ha aggiunto Serracchiani – che da parte di tutti c’è la volontà di rimboccarsi le maniche, pertanto se sapremo rifare il gioco di squadra che ha permesso a questa azienda di rilanciarsi sono fiduciosa che l’attività potrà riprendere a breve, riconquistando subito gli spazi andati momentaneamente persi. Nonostante il disastro, infatti, non manca lo spirito e la giusta determinazione, per cui sono sicura che ce la potremo fare”.

Serracchiani ha inoltre ricordato anche che, già da lunedì prossimo, la Regione sarà pronta a compiere la propria parte per iniziare il percorso di riavvio dell’attività alla Roncadin di Meduno.

“Dalla prossima settimana – ha assicurato – ci siederemo intorno ad un tavolo con Friulia, l’Amministrazione regionale rappresentata anche dal vicepresidente Sergio Bolzonello e dall’assessore al Lavoro, Loredana Panariti. Insieme dovremo trattare i tempi e i modi della cassa integrazione per sostenere i dipendenti e fare in modo che l’azienda possa riavviare la produzione nel più breve tempo possibile”.

Non ci sono infatti né contaminazioni nè danni ambientali: lo dichiara l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che è intervenuta con una squadra di tecnici del dipartimento pordenonese.

I tecnici di Arpa hanno effettuato un campionamento di aria per verificare la presenza di inquinanti dispersi, oltre a dare indicazioni per una corretta gestione delle acque di spegnimento. Nei primi accertamenti effettuati non è stata rilevata la presenza di coperture in cemento-amianto.

Arpa ha inoltre effettuato delle simulazioni in tempo reale con dei modelli matematici per la determinazione dell’area interessata alle ricadute dei fumi dell’incendio, avvenuto in una giornata di assenza di vento significativo e in un momento di transizione tra giorno e notte. quando viene a determinarsi una particolare condizione di stratificazione termica.

In queste condizioni meteorologiche i fumi dell’incendio rimangono confinati in una fascia prossima al suolo, disperdendosi lentamente nel corso della giornata.

Arpa ritiene che siano da escludere danni ambientali visto anche il pronto intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco che hanno consentito di controllare l’incendio nell’arco di poche ore.

A titolo precauzionale, Arpa effettuerà comunque nei prossimi giorni ulteriori campionamenti di aria nelle zone in cui è stata valutata una maggior ricaduta di fumi.

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