50° anniversario del terremoto, celebrata la messa a Gemona con il cardinale Zuppi

– A cinquant’anni dal terremoto del 6 maggio 1976, si è svolto a Gemona domenica 3 maggio uno dei momenti più intensi e solenni dell’intero programma commemorativo. Nell’area della caserma Goi-Pantanali, luogo della tragedia dove a causa del sisma persero la vita 29 giovani alpini del Battaglione Gemona, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha presieduto la Santa Messa di suffragio per le vittime e di ringraziamento per quanti, in quei giorni drammatici, soccorsero il Friuli.

Oltre cinquemila fedeli hanno partecipato alla celebrazione, concelebrata dall’arcivescovo di Udine, monsignor Riccardo Lamba, insieme a diciannove vescovi, due cardinali e circa duecento sacerdoti provenienti da diverse diocesi italiane e straniere. Una presenza che ha reso visibile quella straordinaria rete di solidarietà ecclesiale e civile che accompagnò il Friuli nei mesi dell’emergenza e negli anni della ricostruzione.

Ad aprire la liturgia, il messaggio inviato da Papa Leone XIV letto da mons. Lamba. Il Pontefice ha ricordato come il terremoto abbia “ferito profondamente” questa terra, unendosi spiritualmente alla celebrazione “in suffragio delle numerose vittime e in ringraziamento per quanti, da diversi Paesi, portarono soccorso”. Nel suo messaggio, il Papa ha sottolineato il ruolo decisivo della “solerzia instancabile delle comunità locali”, grazie alla quale fu possibile una “ripresa rapida della vita” e una “ricostruzione esemplare, modello di rinascita civile”. Un riconoscimento che conferma il valore universale dell’esperienza friulana, ancora oggi indicata come esempio di coesione, responsabilità e capacità di ricostruire.

Leone XIV ha inoltre rivolto un pensiero alle famiglie che ancora portano il segno di quella perdita, assicurando il proprio ricordo nella preghiera. E ha affidato alla memoria del sisma un compito attuale: suscitare “un rinnovato impegno nella promozione dei valori della fraternità e della carità”. Un invito che lega il ricordo del passato alle responsabilità del presente.

Al seguente link, il testo integrale del messaggio del papa:

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/05/03/0365/00725.html

Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha richiamato questi valori, ponendo al centro il significato della solidarietà che il Friuli seppe esprimere dopo la distruzione. La ricostruzione, ha ricordato, non fu soltanto materiale, ma anche morale e comunitaria. Da quella prova emerse un modello fondato sulla partecipazione, sull’unità e sulla capacità di trasformare una catastrofe naturale in un progetto condiviso di rinascita.

La giornata era iniziata già in mattinata con l’incontro tra il cardinale Zuppi e centinaia di giovani al Santuario di Sant’Antonio. Anche a loro è stato affidato il compito di custodire e trasmettere la memoria di quel terremoto, non come semplice ricordo, ma come eredità viva.

Cinquant’anni dopo, Gemona ha ricordato il dolore, ma soprattutto la forza di un popolo che seppe rialzarsi. Il messaggio giunto oggi dalla Chiesa è che la memoria non è soltanto commemorazione, ma responsabilità, la capacità di trasformare l’esperienza del passato in impegno per costruire, ogni giorno, comunità più fraterne e resilienti.

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