Può riprendere il processo per l’omicidio di Giulio Regeni dopo la decisione della Consulta sulle richieste della difesa
Roma – Il processo per l’omicidio di Giulio Regeni, rapito al Cairo il 25 gennaio 2016 e ucciso dopo atroci torture, può finalmente riprendere dopo una lunga sospensione legata a questioni procedurali. La Corte costituzionale italiana ha accolto il ricorso presentato dai giudici e dalle difese degli imputati sui costi di nomina dei consulenti tecnici, considerandoli essenziali ai fini del diritto di difesa anche nei casi di processo in contumacia.
Questo passaggio ha risolto l’ultimo ostacolo formale e ha consentito di restituire gli atti nei tempi previsti alla Terza Corte d’Assise di Roma, che a sua volta fisserà la prima udienza utile a febbraio per nominare i consulenti richiesti dalla difesa.
La decisione si inserisce in una fase processuale segnata finora da molte difficoltà. Il procedimento nei confronti di quattro agenti dei servizi di sicurezza egiziani — il generale Tariq Sabir, i colonnelli Usham Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e il maggiore Magdi Abdelal Sharif — era stato avviato nel 2020 e poi sospeso per l’impossibilità di notificarne la presenza, a causa della mancata cooperazione delle autorità egiziane.
Gli imputati sono accusati di sequestro di persona pluriaggravato; per il maggiore Sharif si contestano anche omicidio e lesioni aggravate.
La normativa che era stata impugnata riguardava l’anticipazione da parte dello Stato degli onorari e delle spese per i consulenti dei difensori d’ufficio in casi di processo in assenza degli imputati. La Corte costituzionale ha ritenuto che non prevedere tale copertura violasse il diritto di difesa garantito dall’articolo 24 della Costituzione, stante la particolarità del processo Regeni, in cui la mancata notifica deriva dalla totale assenza di collaborazione internazionale.
Con gli atti ora restituiti alla Corte d’Assise, l’udienza di febbraio servirà a formalizzare la nomina dei consulenti. La requisitoria del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco — un momento chiave dell’istruttoria — è attesa per aprile 2026.

