Tecnologia quantistica, nuovi progetti tra Trieste e Udine per sicurezza e supercalcolo
Trieste – Il Friuli Venezia Giulia rafforza il proprio impegno nel campo della tecnologia quantistica con due nuovi progetti dedicati alla sicurezza delle comunicazioni e allo sviluppo del calcolo avanzato. Le iniziative, denominate Q-Connect FVG e Quasar-FVG, sono coordinate rispettivamente dalle Università di Udine e di Trieste, con il coinvolgimento di enti di ricerca come Sissa, Sincrotrone e Consiglio nazionale delle ricerche.
Le attività sono state presentate a Trieste nel corso di una conferenza stampa svoltasi lunedì 30 marzo. La Regione ha fatto sapere che ha destinato ai progetti complessivamente 7,5 milioni di euro, con una parte rilevante riservata anche alla formazione di personale qualificato.
Q-Connect FVG punta a sviluppare reti di comunicazione basate su tecnologie quantistiche, con l’obiettivo di garantire livelli di sicurezza elevati e difficilmente violabili sul piano della cybersicurezza. Il progetto ha un orizzonte di cinque anni. Quasar-FVG si concentra invece sulla computazione e sulla simulazione quantistica, con la prospettiva di arrivare alla realizzazione di computer capaci di prestazioni molto superiori rispetto ai sistemi tradizionali. In questo caso i primi risultati sono attesi entro quattro anni.
L’Università di Trieste coordina il progetto Quasar-FVG attraverso il gruppo di ricerca ArQuS, attivo nello studio dei sistemi quantistici artificiali. Le attività comprendono lo sviluppo di protocolli sperimentali e teorici e la realizzazione di nuovi laboratori dedicati alla simulazione di sistemi complessi e alla creazione di interfacce tra atomi e fotoni per la computazione quantistica. L’ateneo giuliano partecipa anche a Q-Connect FVG, grazie al collegamento quantistico già attivo con l’Università di Udine, avviato nel 2025.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il valore della collaborazione tra sistema universitario e istituzioni regionali, oltre al ruolo dell’interdisciplinarità, che coinvolge competenze diverse e apre prospettive sia per la ricerca di base sia per le applicazioni industriali. I progetti si inseriscono in un contesto più ampio che mira a rafforzare la competitività del territorio e ad attrarre giovani ricercatori.
L’assessore regionale all’Università e alla Ricerca, Alessia Rosolen, ha sottolineato che “le tecnologie quantistiche definiranno i prossimi decenni, non solo per gli Stati e i territori ma per le imprese e le singole persone”, ricordando che la Regione ha avviato questo percorso già nel 2018. La stessa Rosolen ha richiamato anche la scelta strategica di puntare sulla quantistica insieme all’idrogeno come direttrici di sviluppo per il sistema regionale.

