25 aprile a Trieste, alla Risiera di San Sabba la celebrazione della Liberazione
Trieste – Sabato 25 aprile a Trieste, alla Risiera di San Sabba, si è svolta la cerimonia solenne per l’81° anniversario della Liberazione. Circa 1.500 persone hanno preso parte alla commemorazione in uno dei luoghi più tragici della memoria italiana, l’unico lager nazista con forno crematorio presente sul territorio nazionale.
La giornata si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento nazionale da parte dell’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, presente in rappresentanza della Regione su delega del presidente Massimiliano Fedriga, insieme al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, al prefetto Giuseppe Petronzi e al comandante del Comando militare Esercito Friuli Venezia Giulia, colonnello Claudio Romano.
Successivamente, sindaci del territorio, rappresentanti istituzionali, associazioni e delegazioni, tra cui quella del Comune sloveno di Sesana, hanno reso omaggio alle vittime con corone e composizioni floreali. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, oltre ai labari di numerosi enti e associazioni.
Nel corso della commemorazione sono stati celebrati i riti religiosi delle diverse confessioni cristiane presenti sul territorio. Per la comunità ebraica, assente per il rispetto dello Shabbat, è stato letto un messaggio del rabbino capo di Trieste Alexander Meloni e del presidente della comunità ebraica triestina Alessandro Salonichio.
Nel suo intervento, Callari ha richiamato il significato unitario della ricorrenza, sottolineando che il 25 aprile rappresenta «la festa di tutti coloro che hanno creduto in una Repubblica democratica e libera». Un richiamo che ha voluto ribadire il valore condiviso della Liberazione nella storia del Paese.
L’assessore ha inoltre ricordato l’attualità dei principi costituzionali, soprattutto in una fase internazionale segnata da tensioni e conflitti. «Proprio in questa giornata e da questo luogo con così grande forza simbolica occorre ricordare che gli italiani hanno scritto nella Costituzione che sono contrari ad ogni forma di guerra», ha affermato, ribadendo il valore dell’articolo 11 come riferimento essenziale per la vita democratica del Paese.
Anche a Udine il 25 aprile ha richiamato una partecipazione ampia e sentita. Il corteo, partito da piazza Primo Maggio, ha attraversato la città fino a piazzale XXVI Luglio, davanti al monumento alla Resistenza, con la presenza di gonfaloni comunali, associazioni combattentistiche e d’arma, rappresentanti istituzionali e numerosi cittadini.
Sono intervenuti il sindaco Alberto Felice De Toni, la rappresentante degli studenti Miriam Tomada, Emiliano Giareghi per Cgil, Cisl e Uil e il professor Andrea Zannini dell’Università di Udine. Nel suo discorso, De Toni ha richiamato il valore storico e civile della ricorrenza e ha ribadito che la Costituzione affonda le sue radici nella Resistenza. Ha sottolineato inoltre il ruolo dell’Europa come presidio di democrazia e diritti.
Le celebrazioni del 25 aprile si sono svolte in tutta la regione. A Pordenone, alla cerimonia in piazzale Ellero, ha partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante.

