Soccorso alpino regionale, numerosi interventi nel primo weekend di maggio

FVG – Fine e inizio settimana intensi per il Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia, impegnato tra sabato 2 e lunedì 4 maggio in diversi interventi tra montagna e percorsi escursionistici, con situazioni che hanno riguardato malori, infortuni e persone incappate in difficoltà di vario genere.

Sabato gli interventi si sono concentrati in più aree della regione. A Tarvisio (Ud) una donna di nazionalità slovena del 1988 ha accusato un malore lungo il sentiero tra i Laghi di Fusine e il rifugio Zacchi. I soccorritori l’hanno raggiunta e trasportata a valle, dove è stata assistita dal personale sanitario. Le condizioni sono migliorate rapidamente e ha potuto rientrare senza ricovero ospedaliero.

Nel territorio di San Dorligo della Valle (Ts) una triestina del 1979 si è infortunata a una caviglia lungo un sentiero tra la ciclabile Cottur e Bottazzo. I tecnici del Soccorso alpino, valutati i tempi di attesa dell’ambulanza, hanno provveduto direttamente al trasporto all’ospedale di Cattinara.

Nel pomeriggio a Barcis (Pn) una persona è rimasta bloccata in quota sul Monte Messer, a circa 2000 metri, in un tratto innevato e ripido. L’elisoccorso regionale ha effettuato il recupero con verricello, trasferendo l’escursionista a valle.

Sempre sabato, a Clauzetto (Pn), due giovani escursionisti hanno perso l’orientamento dopo diverse ore di cammino lungo il percorso attorno a Cuel Spelat. Sono stati raggiunti dai soccorritori e accompagnati al punto di partenza. A Manzano (Ud), invece, una donna che si era smarrita nel bosco della Sdricca è riuscita a rientrare autonomamente prima dell’arrivo delle squadre.

Particolarmente complessa la situazione ad Andreis (Pn), dove due escursionisti smarriti hanno perso i contatti telefonici con i soccorsi durante una discesa in una zona priva di segnaletica. I due giovani, un ragazzo e una ragazza, da Forcella Giaveit avrebbero dovuto scendere verso il Bivacco Molassa ma la zona percorsa non ha sentieri con segnavia Cai e molte tracce nere ed è facile sbagliare percorso. Dopo una fase di ricerche e un sorvolo dell’elicottero, i due sono riusciti a inviare le coordinate grazie al sistema di localizzazione. Sono stati recuperati poco prima del buio con due operazioni di verricello.

Domenica 3 maggio si sono registrati nuovi interventi, soprattutto nel Triestino e nell’area montana. A Duino (Ts) una donna del 1994 ha riportato una sospetta frattura a una caviglia lungo il sentiero Rilke ed è stata affidata all’ambulanza. Nel territorio di Sgonico (Ts) una triestina del 1953 ha riportato un trauma alla schiena dopo una caduta: i soccorritori l’hanno raggiunta a piedi e trasportata in barella per alcuni chilometri.

Quasi in contemporanea a Venzone (Ud) un uomo sulla cinquantina ha subito la frattura di una caviglia all’incrocio tra i sentieri 704 e 705a. È stato raggiunto rapidamente e accompagnato all’ambulanza.

Lunedì mattina, infine, intervento in quota a Cimolais (Pn), dove un giovane escursionista di 21 anni è caduto per alcuni metri durante la salita alla Cima dei Preti (nella foto), dopo aver trascorso la notte al bivacco Greselin. L’elisoccorso ha sbarcato due tecnici in parete che hanno recuperato il ferito e lo hanno trasferito all’ospedale di Udine per accertamenti. Il compagno di escursione ha fatto rientro a valle sotto monitoraggio.

Nel complesso, le operazioni hanno richiesto un ampio impiego di uomini e mezzi, tra squadre a terra ed elicotteri, per l’elevata frequentazione dei sentieri in questo periodo.

Raccomandazioni

Il Soccorso Alpino raccomanda di preparare con cura gli itinerari, valutare le proprie forze, usare attrezzature idonee, fornirsi di adeguate provviste di acqua e cibo e prestare la massima attenzione durante le escursioni.

Questo comportamento è valido sempre, ma lo è ancora di più nelle giornate primaverili, in cui possono esserci ancora pendii innevati, sentieristica danneggiata dal maltempo dell’inverno, repentini cambiamenti meteo, sbalzi di temperatura. Inoltre, il fisico potrebbe essere non del tutto allenato dopo l’inattività dei mesi invernali.

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