Trieste conferisce il Sigillo trecentesco a Paola Del Din, omaggio alla partigiana della Brigata Osoppo
Trieste – Il Comune di Trieste ha conferito il Sigillo trecentesco della città a Paola Del Din. La cerimonia si è svolta nella mattinata di mercoledì 13 maggio nel Salotto Azzurro del Municipio, alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza e di rappresentanti istituzionali e associativi.
All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Stefano Avian e Maurizio De Blasio, il consigliere comunale Marcelo Medau, il presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini, lo storico Andrea Legovini e una delegazione dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia.
Nata a Pieve di Cadore nel 1923, Paola Del Din entrò nella Resistenza italiana nelle file della Brigata Osoppo con il nome di battaglia “Renata”. Durante la guerra svolse incarichi di staffetta e informatrice in territorio friulano, attività per le quali le venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Nel consegnare il riconoscimento, il sindaco ha sottolineato il legame che Del Din ha mantenuto con Trieste e il suo impegno nel ricordare la storia del confine orientale e dell’italianità della città. Durante l’incontro istituzionale, la partigiana ha richiamato anche la figura di Vinicio Lago.
Al termine della cerimonia, Paola Del Din ha firmato il Libro d’Oro degli Ospiti illustri del Comune con una dedica in cui ha espresso emozione e il legame che la sua famiglia ha sempre avuto con Trieste, concludendo con un “Viva l’Italia”.
A margine dell’incontro, parlando con i giornalisti, Del Din ha espresso una riflessione sul presente del Paese. Ha detto di non riconoscersi nell’Italia di oggi rispetto alle aspettative maturate nel dopoguerra, quando, ha ricordato, la sua generazione sperava di correggere gli errori del fascismo e costruire una società più attenta al pensiero libero e alla partecipazione democratica.
La partigiana ha anche richiamato il tema della pace e dei conflitti internazionali. Secondo Del Din, la guerra non può essere considerata un rischio superato e il dialogo resta l’unica strada possibile nei rapporti tra Stati. Rivolgendosi ai più giovani, ha ricordato come la sua generazione abbia pagato le conseguenze delle scelte compiute da altri, invitando a studiare la storia e a mantenere viva la capacità di riflettere sui fatti del presente.

