Casa, nuove regole per l’edilizia convenzionata e più sostegni alla fascia intermedia
Trieste – Nuove misure per favorire l’accesso alla casa, un rafforzamento degli strumenti destinati alle famiglie con redditi intermedi e una revisione dei criteri per l’edilizia convenzionata. Sono alcuni dei contenuti del disegno di legge regionale sulle politiche abitative approvato a maggioranza dalla IV Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e destinato ora all’esame dell’Aula.
Tra le principali novità del provvedimento c’è la modifica dei requisiti per accedere all’edilizia convenzionata. Non sarà più necessario essere residenti in Friuli Venezia Giulia: sarà sufficiente avere un rapporto di lavoro sul territorio regionale. Una misura che punta a rispondere anche alle esigenze delle imprese e dei lavoratori che si trasferiscono in regione.
Il testo interviene inoltre sulla cosiddetta fascia grigia, composta da persone e famiglie con un Isee compreso tra 35mila e 46mila euro. Si tratta di cittadini che non rientrano più nei requisiti per l’edilizia sovvenzionata ma che incontrano ancora difficoltà nel mercato immobiliare, sia per l’affitto sia per l’acquisto di un’abitazione.
La riforma prevede anche il rilancio dell’edilizia convenzionata, l’introduzione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, interventi dedicati all’emergenza abitativa e una revisione dei tavoli territoriali chiamati a raccogliere e analizzare i bisogni delle comunità locali.
“L’obiettivo finale è differenziare l’offerta delle politiche abitative sostenute dal capitale pubblico regionale, rendendola più flessibile e capace di rispondere alle diverse esigenze presenti oggi sul territorio del Friuli Venezia Giulia”, ha spiegato l’assessora regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante durante l’esame del provvedimento.
Nel corso della discussione non sono mancati i rilievi delle opposizioni. Alcuni consiglieri hanno espresso perplessità sull’attribuzione ad Ater del ruolo di coordinamento dei tavoli territoriali, sostenendo che questa funzione dovrebbe restare in capo alla Regione. Altri interventi hanno posto l’attenzione sulla necessità di rafforzare il monitoraggio regionale, di valorizzare il Terzo settore e di prevedere misure specifiche per categorie particolarmente esposte alle difficoltà abitative, come le famiglie monogenitoriali e le donne vittime di violenza.
Dal fronte della maggioranza è stato invece evidenziato il lavoro di confronto svolto negli ultimi due anni con enti, associazioni e portatori di interesse, sottolineando come il provvedimento affronti il tema dell’abitare sotto il profilo sociale, urbanistico e amministrativo.
Durante il dibattito sono emersi anche alcuni dati che fotografano le difficoltà del settore. In Commissione è stato ricordato come migliaia di domande di edilizia residenziale pubblica siano ancora in attesa di risposta e come una parte del patrimonio abitativo necessiti di interventi di manutenzione prima di poter essere assegnata. Al centro del confronto anche l’aumento dei canoni di locazione e la presenza di numerosi immobili sfitti sul territorio regionale.
Con il voto della Commissione si conclude la fase istruttoria del provvedimento. Il disegno di legge approderà la prossima settimana in Consiglio regionale per la discussione e il voto definitivo.

