Sicurezza in Friuli Venezia Giulia, oltre 8,2 milioni per Polizia locale, videosorveglianza e prevenzione

Trieste – Ammonta a 8 milioni e 292 mila euro il Programma regionale di finanziamento in materia di politiche di sicurezza integrata per il 2026, sul quale la V Commissione del Consiglio regionale ha espresso parere favorevole. Il provvedimento, approvato in via preliminare dalla Giunta il 3 luglio, dovrà ora arrivare all’approvazione definitiva.

La quota più consistente, pari a 5,7 milioni di euro, è destinata ai Corpi e ai Servizi di Polizia locale: 3,4 milioni per gli investimenti e 2,3 milioni per le spese correnti. I finanziamenti potranno sostenere interventi per sedi e sale operative, videosorveglianza, sistemi di lettura targhe, armamento, veicoli, dotazioni tecniche e collegamenti radio e telematici.

Il Programma è stato definito anche sulla base dell’andamento dei reati denunciati in regione. Nel 2025 i delitti sono stati 36.195, contro i 37.087 del 2024. I furti nelle abitazioni sono scesi da 3.557 a 3.267, mentre sono aumentate le truffe e le frodi informatiche, passate da 7.204 a 8.026.

«Il parere favorevole della V Commissione consente di proseguire verso l’approvazione definitiva di un Programma da oltre 8,2 milioni di euro per rafforzare la Polizia locale, la videosorveglianza, la sicurezza sussidiaria e la prevenzione», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. «Le risorse sono state definite sulla base dell’andamento dei reati: diminuiscono in modo significativo i furti nelle abitazioni, mentre continuano a crescere le truffe e le frodi informatiche, sulle quali dobbiamo intensificare l’attività di sensibilizzazione».

Un milione di euro sarà destinato agli steward nei Comuni con più di 25 mila abitanti e nelle località turistiche con oltre 20 mila posti letto, tra cui Lignano Sabbiadoro e Grado. Lo stanziamento cresce di 100 mila euro rispetto al 2025.

Sono inoltre previsti:

  • 400 mila euro per le gestioni associate della Polizia locale;
  • 50 mila euro per i Comuni con meno di 5 mila abitanti, destinati al rinnovo delle divise dei volontari per la sicurezza;
  • 100 mila euro per la videosorveglianza nelle aree vicine alle comunità che accolgono minori stranieri non accompagnati. Per i Comuni ex capoluogo il contributo potrà arrivare a 20 mila euro, mentre per gli altri il limite sarà di 10 mila euro;
  • 542.345 euro per i progetti di sicurezza stradale degli Automobile Club provinciali;
  • 500 mila euro per i servizi di vigilanza sul trasporto pubblico locale, con altri 150 mila euro previsti con l’assestamento, per un totale di 650 mila euro.

Le risorse destinate al trasporto pubblico saranno assegnate a Tpl Fvg per i servizi di vigilanza sulle tratte urbane ed extraurbane, sulla base di progetti definiti d’intesa con le Prefetture.

In sede di approvazione definitiva dovrebbe essere inserita anche la possibilità di finanziare l’acquisto di barriere antisfondamento mobili per le manifestazioni, considerate più semplici da utilizzare e meno costose rispetto ai new jersey in cemento.

Il Programma comprende inoltre iniziative di sensibilizzazione su devianza giovanile, cyberbullismo e violenza di genere e il sostegno ai comandi di Polizia locale per la realizzazione di sale protette destinate all’ascolto delle vittime.

Secondo l’assessore Roberti, «il rafforzamento della Polizia locale e l’impiego degli steward permettono di aumentare il controllo del territorio e di affiancare le Forze dell’ordine nelle situazioni che richiedono una presenza costante».

Le critiche dell’opposizione si sono fatte sentire dalla consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha criticato quello che considera un approccio eccessivamente orientato alla repressione, sostenendo la necessità di investire maggiormente nella prevenzione e nell’educazione.

Pellegrino ha citato in particolare il tema della violenza di genere, sostenendo che «per combattere la violenza occorrerebbe agire con l’educazione affettiva, soprattutto nelle scuole». Secondo la consigliera, «o lavoriamo a 360 gradi per costruire a monte una società che aiuti a non agire violenza, oppure la repressione non servirà a nulla».

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