Report regionale della Banca d’Italia, l’economia in crescita dello 0,7% nel 2025 ma pesano tensioni internazionali e incertezza

FVG – Il Friuli Venezia Giulia ha chiuso il 2025 con una crescita economica dello 0,7 per cento, superiore alla media nazionale, nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni commerciali, instabilità geopolitica e crescenti incertezze sui mercati. È quanto emerge dal rapporto della Banca d’Italia dedicato all’economia regionale.

Secondo l’istituto centrale, la crescita è stata sostenuta soprattutto dalla domanda estera e dagli investimenti pubblici, mentre i consumi delle famiglie hanno continuato ad aumentare ma con un ritmo più contenuto. Dopo l’incremento dell’1 per cento registrato nel 2024, l’economia regionale ha quindi mantenuto un andamento positivo, pur in presenza di un contesto meno favorevole.

Le prospettive per il 2026 appaiono tuttavia più complesse. La Banca d’Italia evidenzia infatti i possibili effetti del conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. La forte vocazione all’export del sistema produttivo regionale e la presenza di settori caratterizzati da elevati consumi energetici espongono il Friuli Venezia Giulia sia all’aumento dei costi delle materie prime sia a un rallentamento degli scambi internazionali. A ciò si aggiunge un peggioramento della fiducia delle famiglie che potrebbe riflettersi sulle decisioni di spesa.

Dopo tre anni difficili, l’industria regionale è tornata a crescere. A sostenere la ripresa è stato soprattutto il buon andamento delle esportazioni, che ha interessato quasi tutti i principali comparti produttivi. Migliora anche la propensione agli investimenti, con una particolare attenzione ai processi di innovazione tecnologica e digitale.

Continua inoltre la fase positiva delle costruzioni. Il settore cresce per il quinto anno consecutivo grazie agli investimenti pubblici, mentre il mercato immobiliare registra un aumento sia delle compravendite sia dei prezzi delle abitazioni.

Anche il terziario mantiene un andamento positivo, seppure moderato. A trainare il comparto sono stati in particolare il turismo, che ha favorito le attività di alloggio e ristorazione, e i servizi alle imprese, sostenuti dalla digitalizzazione dell’economia. Nel sistema portuale regionale, invece, la crescita delle merci movimentate ha rallentato a causa della flessione del traffico container.

Sul fronte occupazionale il 2025 è stato caratterizzato da una sostanziale stabilità. Il numero complessivo degli occupati e delle ore lavorate è rimasto pressoché invariato. Alla diminuzione dei lavoratori autonomi si è accompagnato un aumento dei dipendenti, soprattutto con contratti a tempo indeterminato.

Il saldo tra assunzioni e cessazioni nel settore privato resta positivo, anche se in calo nei servizi e, in misura minore, nelle costruzioni. Nel manifatturiero il dato si è invece mantenuto stabile.

Le famiglie hanno beneficiato di un aumento del reddito nominale e di un’inflazione contenuta che ha favorito, per il secondo anno consecutivo, una lieve crescita del potere d’acquisto. Nonostante ciò, il livello precedente alla pandemia non è stato ancora recuperato e i consumi hanno continuato a espandersi con prudenza.

Segnali favorevoli arrivano anche dal mercato del credito. Nella seconda metà del 2025 i prestiti bancari al settore privato sono tornati ad aumentare dopo il lungo periodo di contrazione seguito alla pandemia. A favorire questa inversione di tendenza sono stati il calo dei tassi di interesse, la ripresa della domanda di finanziamenti da parte delle imprese e una maggiore richiesta di mutui e credito al consumo da parte delle famiglie.

Resta elevata la qualità del credito e continua a crescere il risparmio finanziario. Depositi bancari e investimenti in titoli hanno registrato ulteriori incrementi, sostenuti sia dai nuovi acquisti sia dall’andamento favorevole dei mercati.

Infine, prosegue l’espansione della spesa degli enti territoriali regionali. Accanto all’aumento delle uscite correnti, influenzate soprattutto dai costi della sanità, continua a crescere la spesa per investimenti. Una dinamica avviata nel 2021 e sostenuta sia da programmi regionali sia dai progetti finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il quadro delineato dalla Banca d’Italia restituisce dunque un’economia regionale ancora in crescita e sostenuta da diversi fattori positivi. Restano però le incognite legate all’evoluzione dello scenario internazionale, ai costi energetici e alla tenuta della domanda interna.

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