“Era di maggio”, Alessio Boni racconta il terremoto del 1976. Una collaborazione tra Mittelfest e Arlef

Il terremoto del 6 maggio 1976 va in scena attraverso la voce e la narrazione di Alessio Boni. Si intitola “Era di maggio” la nuova produzione che sabato 25 luglio, alle 21.30, sarà presentata in prima assoluta al Teatro Verdi di Gorizia, nell’ambito della collaborazione tra Mittelfest e ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana.

Lo spettacolo fa parte delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del terremoto che sconvolse il Friuli e propone un’esperienza immersiva costruita attraverso la voce, la musica e il racconto. Il testo è di Flavio Santi, le musiche originali sono di Damiano Drei e saranno eseguite dall’Orchestra La Corelli, diretta da Jacopo Rivani. La messinscena è curata da Giacomo Pedini, direttore artistico di Mittelfest.

In linea con il tema del Mittelfest di quest’anno, “Paura”, voce e musica si intrecciano per costruire un paesaggio sonoro vivo e drammatico per portare il pubblico dentro una giornata che inizia nella normalità e si trasforma in una delle più disastrose della storia del Friuli.

«La collaborazione tra ARLeF e Mittelfest è ormai un percorso consolidato che, ancora una volta, dimostra come cultura e lingua possano raccontare identità e storia di un popolo. Nel cinquantesimo dal terremoto del 1976 ecco uno spettacolo che aiuta tutti a ricordare. Aiutandoci così, da un lato, a custodire le nostre radici e, dall’altro, a trasmettere alle nuove generazioni il valore di una comunità che, dopo quella tragedia, ha saputo rialzarsi più forte e unita di prima», ha dichiarato Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF.

«In questi anni la collaborazione tra il festival e Arlef è stata solida ed estremamente importante – ha sottolineato Giacomo Pedini, direttore artistico di Mittelfest -, a partire dalla comunicazione in lingua friulana che abbiamo curato e voluto per Mittelfest, ritenendola doverosa per questo territorio. Dopo importanti spettacoli fatti insieme, nel 2026 non poteva non nascere un ricordo, un momento di rito e di memoria legata al cinquantesimo del terremoto. Così è nato “Era di maggio”, come una naturale consonanza d’anime tra il dialogo costruito con Arlef e il suo direttore Cisilino e, in questo caso, con Flavio Santi, con l’Orchestra La Corelli e naturalmente, con Alessio Boni che darà voce e corpo alla narrazione di quella giornata che segnò la storia e il mutamento del Friuli».

Il testo di Flavio Santi racconta il terremoto attraverso gli occhi di un ragazzo appena adolescente. La giornata procede come tante altre: la scuola, i compiti, i tuffi al fiume in una primavera particolarmente calda e il pensiero rivolto alle vacanze estive ormai vicine. Poi, alle 21, l’urlo dell’Orcolat interrompe il silenzio della sera.

«Sarà un viaggio dentro una giornata normale, come molte altre, che si rivelerà eccezionale», ha spiegato lo stesso Santi, docente all’Università dell’Insubria, di origini friulane, già vincitore del premio “Viareggio-Rèpaci”, per la poesia, nel 2021, oltre che autore di due raccolte di poesie in friulano. Lui quel 6 maggio 1976, seppur molto piccolo, c’era. «Quel giorno ero in casa. Avevo appena tre anni. Mio padre racconta di come indicavo i muri e lo interrogavo sul perchè si stessero muovendo». Una traccia nella memoria che non si è mai fatta ricordo, a causa della tenera età. Uno di quegli episodi che arrivano come un lampo a squarciare una giornata solo apparentemente come le altre che, invece, cambiano tutto, per molti. «Nonostante i pochi anni di vita, qualcosa di quel giorno mi è sempre rimasto dentro e così, se mio padre e i miei zii hanno usato il cemento per ricostruire la casa andata completamente distrutta, io ho cercato di rimettere in piedi quei ricordi con le parole. Dopo averlo fatto, parzialmente, con alcune poesie e romanzi del passato, per la prima volta ecco un testo organico. Non escludo sarà solo il primo passo prima di un romanzo dedicato al tema».

In parte autobiografico, ma non del tutto, “Era di maggio” è una coproduzione dell’Orchestra La Corelli e di Mittelfest 2026, in collaborazione con ARLeF. Lo spettacolo racconta una giornata che cambia per sempre attraverso la prospettiva di un ragazzo, tra la quotidianità e il trauma del sisma. «Mi sono immaginato un po’ di anni più grande», spiega Santi. Il racconto si snoda tra i banchi di scuola, i compiti e i tuffi al fiume, fino a quando, alle 21, la terra comincia a tremare. Per poco meno di un minuto, un tempo che sembra infinito, tutto si muove, una giornata normale diventa traumatica.

I biglietti sono disponibili online su Vivaticket.

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