Colpito da un cacciatore mentre corre vicino al Tagliamento, ferito podista

Pordenone – Un grave incidente venatorio si è verificato nella mattinata di domenica 14 giugno in località Rosa Vecchia, nel territorio comunale di San Vito al Tagliamento. Un uomo di 68 anni del posto è rimasto ferito da alcuni pallini partiti da un fucile durante un’attività di addestramento cinofilo che si stava svolgendo in un’area autorizzata nei pressi della golena del Tagliamento.

L’episodio è avvenuto intorno alle 9. Il sessantottenne stava percorrendo una strada della zona per una sessione di jogging quando è stato raggiunto da alcuni pallini esplosi durante un’esercitazione con cani da caccia organizzata all’interno della Zona Cinofila Sanvitese.

Secondo una prima ricostruzione, un cacciatore impegnato nell’addestramento avrebbe sparato verso una quaglia liberata nei campi. Parte della rosa di pallini, però, avrebbe superato l’area interessata dall’attività raggiungendo il runner che si trovava nelle vicinanze. L’uomo è stato colpito al braccio destro e al volto.

Immediata la richiesta di soccorso. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118 che, dopo le prime cure, hanno disposto il trasferimento del ferito all’ospedale di Pordenone per accertamenti. La maggiore preoccupazione ha riguardato l’occhio destro, interessato dal passaggio di uno dei pallini, circostanza che ha reso necessario uno specifico approfondimento specialistico per verificare eventuali conseguenze per la vista.

Fortunatamente la distanza dal punto di sparo ha ridotto l’energia d’impatto dei pallini. Le lesioni riportate dal runner sono state giudicate lievi e l’uomo, dopo gli accertamenti medici, è stato dimesso. Non è mai stato in pericolo di vita.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i Carabinieri della compagnia competente per effettuare i rilievi e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Gli accertamenti si concentrano sulla traiettoria dello sparo e sulle eventuali responsabilità connesse all’episodio.

Dalle prime verifiche svolte dai militari non sarebbero emerse irregolarità nella gestione dell’area. La zona destinata all’addestramento dei cani risulterebbe infatti regolarmente autorizzata e delimitata da apposita segnaletica, come previsto dalla normativa vigente.

Secondo quanto riferito dai responsabili della struttura al quotidiano locale “Messaggero Veneto”, si tratterebbe di un episodio senza precedenti nella storia dell’impianto. «In quarant’anni di attività una cosa del genere non era mai successa», hanno spiegato i gestori.

L’incidente ha comunque riportato l’attenzione sul tema della sicurezza delle attività che prevedono l’utilizzo di armi da fuoco in aree vicine a percorsi frequentati da podisti, ciclisti ed escursionisti, soprattutto durante i fine settimana.

Non sono mancate notazioni critiche di esponenti del Consiglio regionale: “Quanto accaduto a San Vito al Tagliamento deve essere considerato l’ennesimo campanello d’allarme. – Lo rimarca, affidando il suo commento a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle). – Non possiamo attendere che si verifichino conseguenze addirittura più gravi, prima di intervenire con la necessaria tempestività. La sicurezza delle persone deve essere una priorità assoluta e richiede regole maggiormente rigorose, insieme a una progressiva revisione del ruolo della caccia nella nostra società”.

“La vicenda accaduta a San Vito al Tagliamento poteva trasformarsi in una vera tragedia”: così in una nota la consigliera Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) a seguito della notizia di un uomo ferito da un cacciatore al di fuori dell’area destinata alla Zona cinofila Sanvitese.

“Sarà compito delle forze dell’ordine e del potere giudiziario constatare se la zona adibita all’addestramento cinofilo presenti o meno dei limiti in materia di sicurezza. Rimane però chiaro che ciò che è successo ieri non è ammissibile e non si deve più ripetere” prosegue Pellegrino

“Nonostante il fatto abbia avuto luogo all’interno di un’area delimitata e finalizzata all’addestramento cinofilo, si tratta dell’ennesimo incidente legato alla pratica della caccia e alla pericolosità ad essa intrinsecamente connessa. Un’ulteriore occasione per ribadire che tale pratica è sostenuta a tal punto da scelte politiche di alcuni partiti, tanto che i cacciatori troppe volte si muovono in modo spregiudicato, mettendo a rischio la sicurezza della fauna selvatica, l’ambiente e le persone. In poche parole, la salute dell’intera biodiversità”, conclude la consigliera rossoverde.

 

Condividi