Electrolux, al tavolo al Ministero concordata una tregua di 50 giorni

Pordenone – Una tregua di cinquanta giorni per riaprire il confronto e cercare una soluzione condivisa alla vertenza Electrolux. È questo il principale risultato del tavolo nazionale che si è svolto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso, delle organizzazioni sindacali, delle Regioni coinvolte e dei rappresentanti aziendali.

L’incontro era particolarmente atteso dopo la presentazione del piano di riorganizzazione che prevede oltre 1.700 esuberi a livello nazionale e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche. Un progetto che aveva suscitato forti preoccupazioni anche nei territori dove sorgono gli altri siti produttivi del gruppo, compreso quello di Porcia, uno dei principali poli industriali del Friuli Venezia Giulia.

Al termine del confronto, l’azienda ha accolto la richiesta avanzata dal Governo e dalle parti sociali di sospendere le iniziative previste dal piano originario. Per i prossimi cinquanta giorni non verranno quindi avviate procedure di licenziamento, né saranno adottate decisioni unilaterali relative a eventuali trasferimenti di produzioni verso l’estero o affidamenti a terzisti.

La pausa negoziale servirà a costruire un nuovo percorso di confronto che si svilupperà attraverso una serie di incontri tecnici e politici già programmati al Ministero. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare entro l’estate a una proposta industriale aggiornata che possa coniugare competitività, investimenti e tutela dell’occupazione.

Tra i partecipanti al tavolo c’erano anche gli assessori regionali del Friuli Venezia Giulia Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen. Per Bini il risultato più rilevante emerso dall’incontro è proprio l’impegno assunto dall’azienda a fermare qualsiasi iniziativa autonoma riguardante esuberi, licenziamenti o possibili operazioni di cessione.

L’assessore alle Attività produttive ha evidenziato inoltre come il Governo abbia manifestato la disponibilità a mettere in campo non solo strumenti ordinari, ma anche eventuali misure straordinarie qualora si rendessero necessarie per sostenere il settore e i lavoratori coinvolti. La Regione, ha aggiunto, continuerà a sostenere l’azione del Ministero con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione negli stabilimenti italiani del gruppo.

Pur accogliendo positivamente l’esito della riunione, i sindacati mantengono un atteggiamento prudente. La sospensione delle misure previste dal piano viene considerata un passo avanti, ma non una soluzione definitiva. Il progetto presentato dall’azienda non è stato infatti ritirato e resta formalmente sul tavolo, anche se congelato per consentire il proseguimento della trattativa.

Sulla stessa linea si è espresso il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti, che ha definito l’intesa raggiunta «un primo passo» importante. Secondo Agrusti, la disponibilità dimostrata sia dal Governo sia dall’azienda apre una fase nuova, pur lasciando aperti tutti i nodi di fondo della vertenza.

Il presidente degli industriali ha richiamato anche la necessità di affrontare le difficoltà che interessano l’intero manifatturiero europeo, sottolineando l’impatto della concorrenza asiatica nel settore degli elettrodomestici. Da qui l’invito a costruire una strategia comune a livello europeo per sostenere la produzione industriale e difendere competenze e occupazione.

Nel suo intervento Agrusti ha ricordato inoltre il ruolo storico di Pordenone nello sviluppo di Electrolux, evidenziando come nel territorio si siano consolidate competenze industriali che hanno contribuito alla crescita internazionale dell’azienda. «Il nostro impegno – ha affermato – è conservare e far evolvere questo patrimonio».

La partita, dunque, resta aperta. Il confronto riprenderà nelle prossime settimane sotto la regia del Ministero.

 

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