Confindustria Alto Adriatico su Electrolux e oltre: “serve una politica industriale europea per difendere la manifattura”
Pordenone – La crisi di Electrolux, la concorrenza cinese, il futuro della manifattura europea e la necessità di una politica industriale più incisiva sono stati i temi al centro della tradizionale conferenza stampa che precede la pausa estiva di Confindustria Alto Adriatico. Il presidente Michelangelo Agrusti nel suo intervento ha delineato una strategia che punta a difendere il patrimonio industriale del territorio, rafforzandone allo stesso tempo la competitività attraverso infrastrutture, formazione, attrazione di nuovi investimenti e un diverso ruolo dell’intervento pubblico.
Tra le questioni più urgenti c’è naturalmente quella dello stabilimento Electrolux di Porcia. Secondo Agrusti il piano industriale presentato dal gruppo, che prevede una riduzione degli organici e una maggiore concentrazione sulle produzioni di fascia alta, non può rappresentare l’unica risposta alla crisi del settore degli elettrodomestici in Europa. Per questo Confindustria Alto Adriatico sta lavorando da alcuni mesi a un progetto complementare, distinto dal piano dell’azienda, che sarà illustrato dopo il confronto, previsto per settembre, con la proprietà e con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è preservare il patrimonio di competenze costruito in decenni di attività industriale e verificare la possibilità di sviluppare nuove produzioni nel comparto.
Agrusti ha ribadito che Pordenone rappresenta uno dei principali poli italiani dell’elettrodomestico e che questa competenza non deve essere dispersa. Il progetto, ha spiegato, proseguirà indipendentemente dall’esito del piano Electrolux e sarà portato avanti in collaborazione con azienda, sindacati, Regione ed eventualmente con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La richiesta all’Europa
Nel corso dell’incontro il presidente di Confindustria Alto Adriatico ha richiamato l’attenzione sul contesto internazionale, sostenendo che l’industria europea è sottoposta a una crescente pressione competitiva da parte della Cina. Secondo Agrusti, automotive, elettrodomestici, tessile e legno-arredo operano oggi in condizioni di concorrenza non equilibrate sul piano commerciale, salariale e ambientale. A ciò si aggiunge una sovrapproduzione destinata a riversarsi sui mercati europei, mentre allo stesso tempo le imprese cinesi hanno ormai raggiunto livelli di qualità elevati anche nei comparti tecnologicamente più avanzati. Per questo ha chiesto alle istituzioni comunitarie di adottare rapidamente misure di tutela dell’industria europea.
Accanto alla vertenza Electrolux, Agrusti ha richiamato anche la situazione della ex Flextronics di Trieste — rilevata nel 2025 da Startech Industries — per la quale prosegue il confronto con la Regione alla ricerca di una nuova prospettiva industriale. Ha inoltre proposto di far fronte comune tra imprese e lavoratori dei territori europei coinvolti dalle crisi manifatturiere, sostenendo che la risposta alle trasformazioni dell’economia globale debba essere condivisa a livello continentale.
Infrastrutture, investimenti e capitale umano
Per rafforzare la competitività del territorio, Confindustria Alto Adriatico individua nella logistica uno degli assi strategici di sviluppo. Il porto di Trieste, secondo Agrusti, può diventare il fulcro di un sistema integrato con gli interporti di Pordenone e Gorizia. In particolare, l’Interporto di Pordenone si presta come un’infrastruttura per sostenere la crescita economica grazie agli investimenti in corso e alla collaborazione tra pubblico e privato.
Un secondo elemento decisivo riguarda il capitale umano. Agrusti ha evidenziato i risultati raggiunti dal cosiddetto “Sistema Alto Adriatico”, che coinvolge università, ITS, poli tecnologici e centri di trasferimento dell’innovazione. Gli Istituti Tecnologici Superiori di Pordenone contano oggi circa 300 iscritti e hanno diplomato 195 tecnici specializzati nell’ultimo anno, con livelli di occupazione particolarmente elevati nei settori STEM, dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity e della manifattura avanzata.
Un nuovo ruolo per il pubblico nell’industria
Tra le proposte avanzate emerge anche quella di ripensare il ruolo dell’intervento pubblico nelle politiche industriali. Pur riconoscendo l’importanza di strumenti come Finest e Friulia, Agrusti ritiene che possano non essere più sufficienti ad affrontare le trasformazioni in corso. L’ipotesi è quella di una partecipazione pubblica che affianchi le imprese non soltanto come finanziatore, ma anche come partner industriale, seguendo modelli già presenti in grandi gruppi nazionali a partecipazione statale.
Nell’ambito della strategia per il territorio, il presidente di Confindustria Alto Adriatico ha inoltre proposto di valorizzare le aree inutilizzate del sito Electrolux di Porcia, favorendo l’insediamento di nuove attività produttive. Secondo Agrusti esistono già manifestazioni di interesse da parte di potenziali investitori e il progetto potrebbe contribuire a rafforzare il ruolo industriale dell’area senza sovrapporsi al piano dell’azienda svedese.
Infine, tra gli altri temi affrontati ci sono il Ghana Project per l’inserimento di lavoratori specializzati provenienti dall’estero, il progetto dei Workers Hotel destinati a ospitare il personale nelle aree industriali, il sostegno al CRO di Aviano e gli investimenti nella cultura attraverso Pordenonelegge, considerati elementi che contribuiscono a rendere il territorio più attrattivo per imprese e lavoratori.

