Electrolux, sciopero a Porcia contro il piano aziendale: lavoratori in assemblea e presidio

Otto ore di sciopero e un’assemblea pubblica davanti allo stabilimento di Porcia. In Friuli Venezia Giulia i lavoratori di Electrolux hanno protestato oggi contro il piano industriale della multinazionale e contro le conseguenze che il progetto potrebbe avere sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro.

La mobilitazione non ha riguardato soltanto lo stabilimento del Pordenonese. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero in tutti i siti italiani del gruppo, coinvolgendo anche gli stabilimenti di Susegana, Forlì e Solaro. A Cerreto d’Esi la mobilitazione è contro la chiusura dello stabilimento.

La mobilitazione è stata proclamata da Fim, Fiom e Uilm dopo il confronto dei giorni scorsi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Al centro della protesta c’è il piano rivisto dall’azienda. Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali e dalle fonti che hanno seguito la vertenza, il numero complessivo degli esuberi previsti in Italia sarebbe sceso rispetto alla prima ipotesi annunciata nei mesi scorsi, ma per i lavoratori la riduzione dei numeri non modifica le questioni di fondo.

Restano infatti aperte le conseguenze occupazionali nei diversi stabilimenti italiani del gruppo e le preoccupazioni legate all’organizzazione della produzione. Per il sito di Porcia, in particolare, i lavoratori contestano l’aumento dei ritmi produttivi richiesto dall’azienda, ritenuto insostenibile.

La vertenza non riguarda soltanto gli esuberi. Dopo il confronto al Mimit, è rimasta confermata anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, dove lavorano circa 170 persone. Una decisione che ha ampliato ulteriormente le preoccupazioni dei lavoratori e dei territori coinvolti dal piano di riorganizzazione.

La mobilitazione di oggi si inserisce in una vertenza che coinvolge tutti i cinque stabilimenti italiani di Electrolux. Nel comunicato diffuso lo scorso maggio, il gruppo aveva annunciato un processo di riorganizzazione dell’assetto produttivo e organizzativo in Italia, motivandolo con la debolezza della domanda europea, la pressione competitiva e gli elevati costi strutturali. L’azienda aveva allora indicato circa 1.700 esuberi, senza dettagliare le misure previste per i singoli siti.

Sul piano istituzionale, la vertenza resta aperta. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato per domani, martedì 8 settembre, un incontro con i presidenti delle Regioni coinvolte, tra le quali il Friuli Venezia Giulia.

Al momento non pare che ci siano all’orizzonte ipotesi di accordo sulle questioni sollevate dai lavoratori.

Così il segretario del Pd provinciale di Pordenone Fausto Tomasello: “Sosteniamo l’assoluta necessità che Electrolux cambi radicalmente piano aziendale, perché se si prosegue su questa strada non può che finire male, con lo smantellamento dell’impianto e licenziamenti in massa. Il ministro Urso ha un compito difficile ma ci aspettiamo che il Governo non abbandoni Porcia a un destino altrimenti segnato. Tutto il peso della credibilità nazionale deve essere messo su questa partita, il ministero metta sul tavolo le misure straordinarie a sostegno della vertenza, che erano state annunciate a giugno”.

Condividi