Infortuni sul lavoro, 380 denunce in più in FVG nei primi sette mesi del 2026

Sono 9.540 le denunce di infortunio sul lavoro presentate in Friuli Venezia Giulia nei primi sette mesi del 2026, 380 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 4,1%. È il dato delle tabelle mensili dell’Inail aggiornate al 31 luglio, citato dalla Cgil FVG, che fa il punto della situazione evidenziando una crescita comunque inferiore a quella registrata complessivamente in Italia, dove le denunce sono aumentate del 5,3%.

L’aumento riguarda sia gli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa, passati da 8.005 a 8.293 (+3,6%), sia quelli in itinere, saliti da 1.155 a 1.247 (+8%). Industria e servizi raccolgono la quota maggiore delle denunce: 7.622, contro le 7.187 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 6,1%.

Crescono anche gli infortuni denunciati nel comparto agricolo, da 238 a 257, pari a un +8%. Nel settore pubblico, invece, le denunce scendono da 1.735 a 1.661 (-4,3%).

Il quadro non è però del tutto negativo: i casi mortali risultano in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sui numeri interviene il consigliere regionale di Open Sinistra FVG Furio Honsell, che definisce «molto gravi» i dati sull’aumento degli infortuni e richiama in particolare il settore agricolo e il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori.

Le condizioni di lavoro

Secondo Honsell, l’incremento degli infortuni dovrebbe essere letto anche alla luce delle condizioni di lavoro nelle situazioni di maggiore precarietà e sfruttamento. Il consigliere chiede inoltre alla Regione di utilizzare pienamente gli strumenti predisposti per il contrasto al caporalato.

Il tema del lavoro agricolo irregolare era emerso recentemente in Friuli Venezia Giulia. Era degli scorsi mesi un’indagine relativa a oltre cento lavoratori impiegati nei vigneti tra Udine e Gorizia con una retribuzione di 3 euro l’ora, che secondo il consigliere Honsell era riconducibile a fenomeni di caporalato.

L’Osservatorio sul caporalato e sullo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura è stato previsto dall’assestamento di bilancio regionale del 2025. Dopo le sollecitazioni arrivate anche dai sindacati, nell’aprile 2026 Honsell stesso aveva riferito in Commissione Lavoro che l’organismo era stato attivato presso la Prefettura e che vi partecipavano anche rappresentanti della Regione. In quella occasione era stato precisato che l’attività non avrebbe avuto una funzione soltanto repressiva, ma anche preventiva.

Nel frattempo il sistema regionale di contrasto allo sfruttamento si è ulteriormente articolato. A febbraio la Prefettura di Trieste aveva riunito rappresentanti delle istituzioni, delle forze di polizia, degli enti previdenziali e delle parti sociali per rafforzare il coordinamento sul fenomeno. Ad agosto è stato inoltre sottoscritto il protocollo per la Sezione territoriale di Trieste della Rete del lavoro agricolo di qualità, con l’obiettivo di favorire il lavoro regolare, lo scambio di informazioni e la prevenzione dello sfruttamento.

 

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