Agenti di Polizia uccisi a Trieste: dopo le commemorazioni è l’ora delle indagini

Trieste – La città ha vissuto un fine settimana di attonito dolore per le vite spezzate dei giovani agenti di Polizia Matteo Domenego e Pieluigi Rotta ad opera di Alejandro Stephan Meran lo scorso venerdì 4 ottobre.

Sabato 5 ottobre si è svolta una partecipata e commossa manifestazione di cordoglio cittadino nei pressi della Questura ed è stata celebrata una S. Messa in suffragio dei due giovani agenti nella chiesa della Beata Vergine del Rosario, a pochi passi dal luogo della strage.

“Il dolore, che questa Città di Trieste conosce da sempre per averlo provato tante volte lungo la sua storia, è ricomparso, acuto e lancinante, a pesare sul cuore di tutti, per la perdita di due giovani promettenti ai quali è stato rovinosamente rubato il futuro – ha detto il vescovo di Trieste mons. Gianpaolo Crepaldi nell’omelia. – È soprattutto il dolore dei familiari, qui presenti a questa celebrazione, che con questi figli amatissimi e cari avevano coltivato sogni e speranze; è il dolore del Sig. Questore e di tutti i colleghi di Matteo e Pierluigi che con loro avevano condiviso progetti, fatiche e paure; è il dolore di tutta la Città di Trieste che si ritrova ributtata dentro un quadro di orrore che pensava definitivamente collocato alle sue spalle”.

Mentre cittadini e colleghi sistringono attorno alle famiglie degli agenti uccisi, proseguono su vari fronti le indagini sui fatti.

Sono stati acquisiti e posti sotto sequestro tutti i filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza all’interno della Questura. Le telecamere nell’atrio e quelle all’esterno del palazzo, sequestrate dall’autorità giudiziaria, hanno ripreso una parte della sparatoria, ovvero il conflitto a fuoco col personale di guardia e il tentativo di fuga di Alejandro Stephan Meran, subito dopo l’omicidio due poliziotti.

“Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche”. Così il Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha definito i filmati. Fasi che “hanno testimoniato la capacità di risposta dell’apparato che è riuscito a rendere inerte e a fermare la persona immediatamente, scongiurando la possibilità che potesse fare danni peggiori”, ha dichiarato.

Quanto all’assassino, il Giudice delle indagini preliminari ha emesso l’ordinanza che dispone il carcere per l’uomo, accusato di aver ucciso due agenti e avere sparato contro altri 8 poliziotti.

“Alejandro Stephan Meran durante la sparatoria nella Questura di Trieste ha mostrato lucidità portando avanti l’azione aggressiva” si legge nel decreto di fermo.

Il GIP infatti ha rilevato l’assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell’uomo. Per gli inquirenti le uniche prove su un presunto disagio psichico provengono dalle testimonianze dei familiari e sono dunque di parte.

Verifiche verranno fatte eventualmente in un momento successivo oppure nel caso che dalla Germania giungessero atti o documenti a comprovare che Alejandro era seguito da operatori sanitari per disagi psichici.

Viene confermato che Alejandro Stephan Meran ha sparato 16 colpi mentre gli agenti rispondendo al fuoco hanno esploso 6 colpi. Dunque sono stati 22 i colpi sparati nel pomeriggio di sangue alla Questura di Trieste.

Nella foto della Questura, le foto di Matteo Domenego e Pieluigi Rotta nel famedio degli agenti morti in servizio

 

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