Aree militari dismesse, il Masterplan regionale individua 52 scenari e 200 progetti possibili

Udine – Sono circa 480 i siti militari censiti in Friuli Venezia Giulia, distribuiti in 107 Comuni. Di questi, 178 risultano oggi non utilizzati dopo il processo di dismissione e razionalizzazione delle infrastrutture militari. Per queste aree il Masterplan regionale presentato oggi a Udine individua 52 scenari di rigenerazione e quasi 200 possibili progettualità.

Il documento, presentato nel corso del convegno «Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia», è uno dei pilastri strategici della Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT). L’obiettivo è offrire ai Comuni uno strumento di pianificazione e analisi per orientare il futuro di un patrimonio che ha avuto un ruolo centrale nella storia della regione.

Il Friuli Venezia Giulia è stato infatti il territorio più militarizzato d’Italia e uno dei più militarizzati d’Europa. Con la fine della Guerra Fredda e la riorganizzazione dell’Esercito, numerose strutture sono state dismesse e hanno perso la loro funzione originaria, senza che per molte di esse fosse definita una strategia complessiva di riutilizzo.

Il Masterplan propone un metodo di lavoro comune e mette a disposizione delle amministrazioni dati, analisi, georeferenziazioni, scenari e possibili linee di sviluppo. Le ipotesi di intervento sono calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori e comprendono sia interventi di rigenerazione più limitati, sia trasformazioni più profonde.

Le possibili destinazioni includono il recupero di aree da restituire a suolo permeabile o all’agricoltura, la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, parchi urbani, servizi pubblici, parcheggi, edilizia convenzionata e funzioni a supporto delle aree produttive.

Lo studio mette inoltre in relazione le ex aree militari con le principali strategie regionali in materia di rigenerazione urbana, politiche abitative, comunità energetiche, mobilità ciclabile, sviluppo economico e infrastrutture. Il Masterplan individua così possibili collegamenti con le future opportunità di finanziamento regionali, nazionali ed europee.

«Le aree militari rappresentano una straordinaria opportunità per ridisegnare il futuro del Friuli Venezia Giulia. Con il Masterplan vogliamo trasformare un patrimonio che ha segnato la storia della nostra regione in una leva di sviluppo, rigenerazione e attrattività, offrendo ai Comuni strumenti concreti per costruire una nuova visione del territorio», ha affermato l’assessora regionale alle Infrastrutture e al territorio Cristina Amirante.

La presentazione del Masterplan ha riunito amministratori locali, rappresentanti dell’Università, professionisti ed esperti. Il confronto si è concentrato sulle prospettive di recupero e riutilizzo delle infrastrutture militari dismesse e sulla necessità di una pianificazione che superi i confini dei singoli Comuni.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre ribadita la necessità di una nuova legge urbanistica regionale, considerata uno strumento necessario per favorire i processi di rigenerazione urbana e territoriale e per accompagnare l’obiettivo del consumo di suolo zero.

Il Masterplan rappresenta quindi una base di conoscenza e di pianificazione per affrontare il futuro delle aree militari dismesse. La sfida sarà ora trasformare gli scenari individuati in progetti, attraverso il confronto tra Regione, amministrazioni locali e territori.

Condividi