Bandi regionali, approvata mozione per favorire le imprese che retribuiscono meglio i lavoratori

Trieste – Via libera all’unanimità del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia a una mozione che punta a rafforzare le tutele salariali nei contratti di appalto degli enti pubblici. Dopo un confronto trasversale, l’Aula ha approvato un testo condiviso che impegna la Giunta a introdurre nei bandi regionali criteri premiali per le imprese che garantiscono trattamenti economici più favorevoli ai lavoratori, a parità di mansioni, rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi nazionali.

Il provvedimento rappresenta una riformulazione della mozione originaria presentata dal centrosinistra, che proponeva l’introduzione di una soglia minima oraria. La versione finale, sostenuta da tutte le forze politiche, si muove invece nel solco della normativa nazionale e non impone livelli retributivi fissi, ma incentiva comportamenti considerati virtuosi.

Secondo il capogruppo del Partito democratico Diego Moretti, si tratta di «un primo passo importante» per affrontare il tema dei bassi salari, con l’auspicio di arrivare in futuro a una soglia minima più definita. Dalla maggioranza, il capogruppo della Lega Antonio Calligaris ha sottolineato la necessità di evitare soluzioni che possano risultare incostituzionali o produrre effetti distorsivi sul mercato del lavoro, ribadendo che il tema delle retribuzioni deve essere affrontato a livello statale.

Una posizione condivisa anche dal capogruppo di Fedriga presidente Mauro Di Bert, che ha evidenziato come il testo approvato punti a garantire equilibrio tra tutela dei lavoratori e rispetto delle competenze normative. L’impostazione scelta, ha spiegato, evita l’introduzione di soglie rigide ma premia le imprese che applicano i contratti più favorevoli.

Soddisfazione anche dalle altre opposizioni. Per la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino, il voto unanime dimostra che il tema del lavoro povero è riconosciuto come prioritario anche a livello regionale. L’obiettivo, ha aggiunto, è ora rendere strutturali questi principi attraverso un intervento normativo più ampio.

Il testo approvato richiama inoltre i limiti fissati dal quadro nazionale, anche alla luce delle recenti indicazioni della Corte costituzionale e della legge delega sui trattamenti economici minimi. In attesa dei decreti attuativi statali, la Regione potrà dunque agire attraverso meccanismi premiali nei bandi pubblici, cercando di contrastare il fenomeno del lavoro povero senza uscire dai confini delle proprie competenze.

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