Cambiamenti climatici e scioglimento dei ghiacciai: cinque giornate di studio con OGS

Trieste – Oltre 200 geologi da tutto il mondo si riuniscono per fare il punto sulla salute dei ghiacciai antartici, sull’entità dello scioglimento della calotta polare e il conseguente innalzamento del livello globale dei mari.

Dal 10 al 15 settembre l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) organizza alla Stazione Marittima di Trieste la conferenza Past Antarctic Ice Sheet Dynamics (PAIS).

“Sarà un’importante occasione per presentare e discutere i più recenti risultati delle analisi e misure condotte in Antartide. Il fine è, integrando tali dati con le simulazioni numeriche, comprendere la relazione tra riscaldamento climatico, circolazione oceanica e stabilità della calotta antartica” spiega Laura De Santis, geofisica dell’OGS che ha all’attivo cinque spedizioni scientifiche in Antartide.

L’obiettivo principale è fornire indicazioni più accurate possibili all’IPCC (International Panel of Climate Change) “per poter fare previsioni sul futuro climatico del nostro pianeta nell’ottica di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5-2°C rispetto all’epoca pre-industriale, come sottoscritto dall’accordo di Parigi (COP21 Conference of Parties) nel 2015, firmato da 195 nazioni dell’United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC)”.

L’UNFCCC è nato nel 1992 con l’obiettivo di stabilizzare la concentrazione di gas serra nell’atmosfera in modo da limitare l’interferenza delle attività umane con il sistema climatico terrestre.

“Noi geologi studiamo il passato della calotta polare, leggendolo negli strati sedimentari che conservano informazioni sulla storia delle sue passate fluttuazioni (avanzata e ritiro, crescita e disintegrazione), per comprendere cosa sia avvenuto in epoche caratterizzate da livelli di CO2 in atmosfera più alti di quelli attuali. I livelli di gas serra in atmosfera che abbiamo raggiunto oggi non si sono mai verificati negli ultimi 800.000 anni – precisa ancora Luisa De Santis –. E quelli ancora più alti previsti dagli scenari futuri più pessimisti si sono verificati solo milioni di anni fa, quando il volume dei ghiacciai era molto ridotto e il livello del mare era di alcuni metri più alto su tutto il pianeta e più alta di alcuni gradi era la temperatura globale. Il nostro lavoro è mirato dunque a ricavare informazioni utili dal passato per comprendere meglio l’entità dello scioglimento dei ghiacciai e del conseguente innalzamento del livello globale del mare e capire se ciò avverrà in tempi rapidi (nei prossimi 100-200-500 anni)”.

Stimare l’impatto dello scioglimento della calotta antartica sull’innalzamento del livello del mare globale, in condizioni climatiche più calde e con maggiore CO2 di quella attuale (come quelle per esempio che caratterizzavano il pianeta 50 milioni di anni fa), è tra le priorità della Commissione di coordinamento internazionale della ricerca scientifica antartica (SCAR), principale finanziatore della conferenza di Trieste

L’Iceberg A68

A luglio il distacco dell’Iceberg A68 dalla piattaforma di ghiaccio Larsen in Antartide ha suscitato grande scalpore mediatico.

“Non è di per sè un fatto eccezionale: è spiegabile con i meccanismi naturali di disintegrazione in mare dei grandi ghiacciai che scivolano dalle zone interne o più elevate dell’Antartide verso la costa” racconta la ricercatrice. I ghiacciai che arrivano sulla costa, in molti casi si spingono anche in mare, via via si assottigliano, galleggiano e infine si disintegrano per effetto delle onde, delle correnti…”

“Il problema però è che quando enormi e intere porzioni di piattaforme galleggianti, come quella di Larsen, che operano come una sorta di barriera protettiva tra la calotta glaciale vera e propria e l’oceano, spariscono, la corsa dei ghiacciai in mare accelera. Questo fenomeno è già stato osservato nella zona della Penisola Antartica, dove già tra la metà degli anni ’80 e il 2000 si era verificata la disintegrazione di una parte della piattaforma di Larsen, e i ghiacciai costieri aumentarono fino a 5 volte la loro corsa verso il mare”.

L’assottigliamento dei ghiacciai nelle zone più interne dell’Antartide è un fenomeno in atto e le cause non sono ancora chiare. Secondo molti ricercatori sembra dovuto alla fusione in superficie, causata dal riscaldamento climatico, che nelle regioni polari si amplifica. Secondo altri è l’oceano la causa principale.

“Si è infatti registrato un significativo aumento di temperatura dell’Oceano meridionale e l’intrusione di acque più calde minerebbe alla base il ghiaccio delle piattaforme galleggianti, come appunto quella di Larsen, nel punto in cui esse si raccordano al ghiaccio continentale, provocandone così lo smantellamento e innescando quindi un meccanismo di assottigliamento dell’intera calotta. Ipotesi, quest’ultima, supportata da misure che indicherebbero un graduale addolcimento dell’oceano, causato dallo scioglimento dei ghiacciai”. Anche di questo si discuterà a Trieste in occasione della conferenza Pais.

INCONTRI APERTI AL PUBBLICO

Nell’ambito della conferenza internazionale PAIS, OGS promuove una serie di incontri aperti gratuitamente al pubblico, per i quali è gradita la prenotazione (pais-conference2017@inogs.it)

• Lunedì 11 settembre 18-20: workshop organizzato dall’Association of Polar Early Career Scientists APECS sull’uso dei social media nella comunicazione della scienza (Stazione Marittima, sala Saturnia, lingua inglese)

• Martedì 12 settembre 9-12: laboratori didattici per le scuole secondarie organizzati dal Museo Nazionale dell’Antartide (Stazione Marittima, sale Marconi, Oceania, hall Vulcania 2, mezzanino, lingua italiano). È necessario prenotarsi: museoantartide@units.it

• Martedì 12 settembre 17-18: proiezione del film “Thin Ice: the inside story of climate science”, commentato e spiegato dal prof. Peter Barrett (ARC-Univ. of Victoria, Wellington, NZ). L’incontro sarà moderato da Giuliano Brancolini (OGS) e ci sarà la partecipazione degli studenti del Collegio del Mondo Unito di Duino (Stazione Marittima, sala Oceania, lingua inglese)

• Mercoledì 13 settembre 18-20: proiezione del film “Ice and the Sky “. La proiezione è accompagnata da brevi racconti di Carlo Alberto Ricci (MNA e Università di Siena) e Peter Barrett (ARC-UVW, NZ) su Claude Lorius e il suo contributo alla scienza antartica (Stazione Marittima, sala Oceania, lingua inglese)

• Giovedì 14 settembre 9-12: seminari per le scuole medie “sea floor scientific drilling, polar ice sheet history and global sea level change” e proiezione del film “Challenger Sails South” (1975, 22 minuti in inglese). Organizzati dal Museo Nazionale dell’Antartide MNA (Teatro Miela, lingua: italiano e inglese). Prenotarsi: museoantartide@units.it

• Giovedì 14 settembre 18.30-19.30: Video (20 minuti) curato da Giulia Massolino (OGS) con musica dal vivo eseguita da Marco Battigelli (Conservatorio Tartini). Il film è un collage di immagini di diverse spedizioni internazionali PAIS che evidenzia l’importanza della collaborazione per affrontare ambiziose sfide scientifiche. La proiezione è seguita dal seminario “Ruolo del film nella comunicazione scientifica” del professor Peter Barrett (ARC-UVW, NZ) (Stazione Marittima, sala Saturnia, lingua inglese)

La conferenza Pais è organizzata da OGS con il supporto e la collaborazione di Commissione di coordinamento internazionale della ricerca scientifica antartica (SCAR), Generali, Antarctic Research Center ARC della Victoria University di Wellington, Università di Trieste, Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide PNRA,International Ocean Discovery Program IODP, IODP-Italia branch, US-National Science Foundation US-NSF, International Union of Geodesy and Geophysics IUGG associations for the Physical Sciences of the Oceans IAPSO and for the Cryosphere Science IACS, Centro Nazionale delle Ricerche-Istituto di Scienze Marine CNR-ISMAR, International Center for Theoretical Physics ICTP, International School for Advanced Studies SISSA, The World Academy of Science TWAS, Ministero degli Esteri MAE, Comune di Trieste, APECS Association of Polar Early Career Scientists.

Foto Diego Cotterle, OGS – Antartide

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi