Cambio ora nel fine settimana. Il risparmio energetico, gli impatti su salute e incidenti: per un dibattito sull’ora legale stagionale
FVG – Nel fine settimana tra sabato 28 e domenica 29 marzo torna l’ora legale. Nella notte tra sabato e domenica, per l’esattezza alle 2.00, si va un’ora avanti. Cellulari, computer e tutti gli altri device connessi o preimpostati lo faranno automaticamente, mentre orologi, pendole e sveglie analogiche resteranno testimoni mute dell’ora solare – a meno che non vi ricordiate di muovere le lancette in avanti. C’è chi le lascia sulla “vecchia” ora per ripicca o nostalgia.
Oltre all’impatto sulle abitudini quotidiane, che come il jet lag non è uguale per tutti, il cambio dell’ora produce invece effetti misurabili sui consumi energetici. Il maggiore utilizzo della luce naturale riduce in modo piuttosto netto il ricorso all’illuminazione artificiale. Secondo i dati di Terna, nel 2025 il risparmio si è attestato tra 310 e 330 milioni di kWh, un valore pari al fabbisogno annuo di circa 120-125 mila famiglie.
Il beneficio si riflette anche sulle bollette. Nel periodo di ora legale dello scorso anno, tra fine marzo e fine ottobre, il risparmio economico complessivo è stato stimato tra 90 e 100 milioni di euro, calcolato sulla base del costo medio dell’energia per i clienti domestici.
L’impatto riguarda anche l’ambiente. La riduzione dei consumi ha evitato emissioni comprese tra 145 e 200 mila tonnellate di anidride carbonica.
Durante i mesi di ora legale si registra anche un cambiamento nelle abitudini domestiche. Le analisi indicano una diminuzione media dei consumi complessivi di circa il 20% rispetto al periodo invernale. La riduzione è più evidente per illuminazione ed elettronica, con un calo del 34%, mentre i consumi in standby scendono del 19%. Il che è abbastanza ovvio: fa caldo, c’è più luce, si sta più di frequente all’aria aperta, si usano meno i device elettronici – spesso ci sono pure le ferie di mezzo.
Non mancano però effetti opposti legati alla stagione più calda. I consumi per la climatizzazione aumentano di circa il 30%, mentre quelli per la refrigerazione degli alimenti crescono del 10%.
Un’analisi su base annua relativa al 2024 evidenzia un risparmio medio del 10,3% nelle abitazioni con riscaldamento tradizionale e del 4,8% in quelle dotate di sistemi di climatizzazione con inverter.
Non mancano tuttavia le obiezioni al sistema del cambio semestrale dell’ora. Diversi studi, tra cui quelli dell’American Academy of Sleep Medicine e ricerche pubblicate su riviste scientifiche come The Lancet e Sleep Medicine Reviews, evidenziano effetti negativi sul ritmo circadiano, soprattutto nei giorni immediatamente successivi al passaggio all’ora legale. Si registra un aumento dei disturbi del sonno, della stanchezza e una riduzione dell’attenzione.
Alcune analisi segnalano anche un lieve incremento degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro nei primi giorni dopo il cambio, attribuito alla perdita di un’ora di sonno e al conseguente affaticamento. Tra le critiche più frequenti anche la difficoltà di adattamento per bambini, anziani e persone con patologie croniche.
Proprio per superare questi effetti, negli ultimi anni è tornato alla ribalta il dibattito sulla possibilità di adottare l’ora legale per tutto l’anno, eliminando il doppio cambio stagionale. Il Parlamento europeo si è espresso a favore della fine del passaggio semestrale, lasciando però agli Stati membri la scelta del regime orario permanente.
I sostenitori dell’ora legale stabile indicano tra i vantaggi una maggiore continuità nei ritmi biologici, un prolungamento della luce nelle ore serali e ulteriori benefici sui consumi energetici. Restano però posizioni diverse tra i Paesi europei, anche per ragioni geografiche e climatiche, e al momento non è stata adottata una decisione definitiva a livello dell’Unione.
Per quest’anno dunque si cambia ancora, con il ritorno all’ora solare nel fine settimana del 25-26 ottobre.

