Cellulare alla guida, ricerca Anas: solo il 42% degli italiani usa correttamente vivavoce e bluetooth
Roma – Solo il 41,9% degli italiani utilizza correttamente il cellulare alla guida attraverso assistente vocale o bluetooth. È uno dei principali dati emersi dalla quinta edizione della ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas, società del Gruppo FS, e realizzata da Global Research attraverso interviste a oltre 4mila utenti e più di 5mila osservazioni dirette lungo le strade italiane.
L’indagine mette in evidenza come l’uso dello smartphone al volante resti molto diffuso. Il 14,6% degli intervistati ammette di digitare ancora il numero prima di attivare il vivavoce, mentre l’8,9% guida con il telefono in mano. Solo il 34,5% dichiara di non utilizzare mai il cellulare mentre si trova al volante. Oltre il 75% del campione considera comunque pericoloso l’uso dello smartphone durante la guida.
Tra i gruppi ritenuti più indisciplinati emergono i conducenti di veicoli a noleggio, i guidatori meno esperti e i motociclisti.
L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha sottolineato come il comportamento individuale abbia un peso rilevante sulla sicurezza stradale, evidenziando l’importanza di investire in educazione e sensibilizzazione. Gemme ha richiamato anche l’obiettivo europeo “Vision Zero”, che punta ad azzerare le vittime della strada entro il 2050.
Secondo il professor Marcello Chiodi, dalla ricerca emerge una forte tendenza degli automobilisti a sopravvalutare le proprie capacità e a considerare il pericolo come qualcosa provocato soprattutto dagli altri utenti della strada. Gli italiani assegnano infatti a sé stessi voti molto alti sul rispetto delle regole, mentre giudicano molto più severamente gli altri conducenti.
L’86% degli intervistati approva inoltre le norme introdotte dal nuovo Codice della Strada. Ampio consenso arriva, ad esempio, per la revoca della patente in caso di reati gravi commessi sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e per l’inasprimento delle pene legate all’abbandono di animali.
La ricerca dedica spazio anche al rapporto tra incidenti e comportamento alla guida. Il 7,9% del campione dichiara di avere avuto un incidente negli ultimi due anni. Tra questi, oltre il 90% continua a utilizzare il cellulare mentre guida, una quota molto più alta rispetto alla media generale.
Un altro aspetto riguarda la percezione del rischio nei luoghi familiari. Il 76,3% ritiene che guidare in aree conosciute riduca prudenza e attenzione. Nonostante questo, soltanto il 31,6% pensa che esistano situazioni particolari in cui serva una concentrazione maggiore, come maltempo, strade sconosciute o presenza di controlli.
L’indagine affronta anche il tema dei monopattini elettrici. Solo il 31,4% degli italiani li considera mezzi sicuri, mentre la maggioranza li ritiene pericolosi soprattutto per comportamenti imprudenti, mancanza di protezioni e utilizzo in aree non adatte. Più della metà degli intervistati considera troppo permissive le attuali norme dedicate ai monopattini.
Accanto alle criticità emergono alcuni miglioramenti nei comportamenti degli utenti della strada. Le osservazioni svolte lungo le arterie Anas mostrano una lieve diminuzione delle violazioni del divieto di sorpasso e una maggiore attenzione all’uso delle cinture di sicurezza, soprattutto nei sedili posteriori. L’utilizzo delle cinture posteriori è passato dal 24,3% del 2022 al 64,7% del 2025.
La ricerca ha coinvolto diverse infrastrutture italiane, tra cui la statale 14 della Venezia Giulia tra Mestre e Portogruaro, il Grande raccordo anulare di Roma, l’Autostrada del Mediterraneo. I rilevamenti sono stati effettuati da operatori a bordo di automobili lungo i principali tratti stradali monitorati.

