Cos’è l’Internet delle cose e perché la tua telecamera smart può essere il punto debole di casa

Risposta rapida

IoT è l’acronimo di Internet of Things, in italiano “Internet delle cose”: la rete di oggetti fisici dotati di sensori, software e connessione che raccolgono dati e li scambiano tra loro o con un servizio online, spesso senza bisogno di un intervento umano. In Italia, nel 2025, i dispositivi IoT attivi erano 175 milioni, circa tre per abitante, e il mercato ha raggiunto 10,9 miliardi di euro (+12%), secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano. Sul fronte della sicurezza, dall’11 settembre 2026 chi produce oggetti connessi venduti nell’Unione Europea deve segnalare entro 24 ore le vulnerabilità sfruttate attivamente, come previsto dal Cyber Resilience Act.

Da sigla tecnica a parola di tutti i giorni

Fino a qualche anno fa “IoT” era una sigla da convegno. Oggi compare sulle confezioni delle lampadine, nelle offerte degli operatori telefonici e nelle bollette, con i contatori che inviano le letture da soli. Non sorprende che sempre più persone cerchino su Google il significato di IoT: spesso lo fanno dopo aver comprato un dispositivo che chiede di essere “collegato all’app”.

L’idea alla base è semplice. Un oggetto smette di essere isolato e diventa un punto che produce informazioni: quanta energia consuma la lavatrice, se una porta è aperta, quando un macchinario sta per guastarsi. Il valore non sta nell’oggetto in sé, ma nei dati che genera e nelle azioni automatiche che quei dati rendono possibili.

Come funziona un oggetto connesso, in tre passaggi

  1. Un sensore misura qualcosa: temperatura, movimento, consumi, posizione GPS.
  2. Il dato viaggia via Wi‑Fi, Bluetooth, rete cellulare oppure attraverso reti a basso consumo pensate per sensori che devono funzionare per anni con una sola batteria.
  3. Un’app o una piattaforma elabora l’informazione e invia una notifica, regola il riscaldamento o avvisa un tecnico.

Secondo l’Osservatorio, nel 2025 il WiFi copriva il 31% delle connessioni IoT in Italia e il Bluetooth il 22%, mentre le reti a basso consumo (LPWA) hanno raggiunto i 10 milioni di connessioni.

I numeri dell’IoT in Italia

Come riportato dall’ANSA, i dispositivi connessi in Italia sono 175 milioni, tre a persona, e il mercato è cresciuto del 12%, quasi quattro volte più del mercato digitale nel suo complesso (+3,2%). Questi sono gli ambiti che pesano di più:

Ambito Valore 2025 Crescita sul 2024
Utility (contatori intelligenti) 1,87 miliardi € +18%
Smart Car 1,76 miliardi € +6%
Smart Building 1,4 miliardi € +2%
Smart Factory 1,16 miliardi € +12%
Smart City 1,03 miliardi € stabile
Smart Home 1 miliardo € +11%

Fonte: Osservatorio Internet of Things, Politecnico di Milano, aprile 2026.

Qualche esempio concreto: le auto connesse in modo nativo tramite SIM sono 6,5 milioni, il 15,8% del parco circolante, e nel 2025 sono stati installati un milione di nuovi contatori intelligenti dell’acqua, che arrivano così al 24% del totale.

La casa connessa ha superato il miliardo

Il dato più vicino alla vita quotidiana riguarda la smart home. Nel 2025, il mercato della casa connessa ha toccato per la prima volta quota 1 miliardo di euro, con una crescita dell’11%. La voce principale è la sicurezza (telecamere, sensori per porte e finestre, videocitofoni, serrature smart): 305 milioni di euro, il 30% del totale, in aumento del 22%.

Il 63% degli italiani possiede almeno un dispositivo smart, ma solo il 51% di chi li acquista li collega davvero alla rete. In Italia, inoltre, la spesa per persona resta circa la metà della media europea: 16,9 euro contro 34,2 euro.

La sicurezza: cosa prevede il Cyber Resilience Act

C’è un paradosso: gli oggetti comprati per proteggere la casa, come le telecamere, sono anche tra i più esposti agli attacchi informatici. È qui che entra in gioco il Cyber Resilience Act, il regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti con elementi digitali.

Dall’11 settembre 2026, secondo la Commissione Europea, i produttori devono:

  • inviare un preallarme entro 24 ore quando scoprono una vulnerabilità sfruttata attivamente o un incidente grave;
  • trasmettere una notifica completa entro 72 ore;
  • consegnare una relazione finale entro 14 giorni dalla disponibilità della correzione (per gli incidenti gravi, entro un mese dalla notifica).

Le segnalazioni passano da una piattaforma unica gestita dall’ENISA, l’agenzia europea per la cybersicurezza, e arrivano al CSIRT nazionale del Paese in cui il produttore ha la sede principale. Dall’11 dicembre 2027 si applica il resto del regolamento, con requisiti di sicurezza fin dalla progettazione e aggiornamenti di sicurezza per tutto il periodo di supporto del prodotto.

Cosa può fare chi usa dispositivi IoT

Le regole aiutano, ma alcune abitudini restano decisive per ridurre i rischi:

  • cambiare subito la password predefinita di telecamere, router e videocitofoni;
  • installare gli aggiornamenti del firmware appena disponibili;
  • creare una rete Wi-Fi separata per gli oggetti smart, distinta da quella di PC e smartphone;
  • verificare prima dell’acquisto per quanto tempo il produttore garantisce gli aggiornamenti di sicurezza;
  • disattivare le funzioni che non si usano, come l’accesso remoto.

Domande frequenti

Cosa significa IoT in parole semplici?

Significa “Internet delle cose”: oggetti di uso comune che, grazie a sensori e connessione, raccolgono dati e comunicano tra loro o con un’app. Un termostato che si regola da solo o un contatore che invia le letture sono esempi di IoT.

Che differenza c’è tra IoT e Industrial IoT?

L’Industrial IoT (IIoT) applica gli stessi principi a fabbriche, logistica e impianti, per esempio per la manutenzione predittiva dei macchinari. In Italia il 71% delle grandi imprese e il 59% delle medie hanno avviato almeno un progetto IoT, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano.

Quanti dispositivi IoT ci sono in Italia?

A fine 2025 i dispositivi connessi attivi erano 175 milioni, il 13% in più rispetto all’anno precedente: circa tre per ogni abitante.

Il Cyber Resilience Act riguarda anche i consumatori?

Gli obblighi ricadono su produttori, importatori e distributori, non su chi compra. I consumatori però ne beneficiano direttamente: le falle sfruttate devono essere segnalate in tempi certi e, dal dicembre 2027, i prodotti devono rispettare requisiti di sicurezza e ricevere aggiornamenti.

IoT e intelligenza artificiale sono la stessa cosa?

No. L’IoT raccoglie i dati, l’intelligenza artificiale li analizza per trovare schemi e prendere decisioni. Le due tecnologie si combinano sempre più spesso: il 53% delle grandi imprese italiane le sta già integrando o prevede di farlo entro un anno.

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