Criminalità, esce la classifica de “Il Sole-24 ore”. Trieste spicca per il numero di denunce presentate
Trieste è al 13° posto in Italia per incidenza dei delitti denunciati. È quanto emerge dall’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore, elaborato sulla base dei dati del Ministero dell’Interno relativi al 2025. La classifica colloca Gorizia al 47° posto, Udine al 71° e Pordenone al 102°.
A Trieste risultano 9.976 delitti denunciati, pari a 4.378,5 ogni 100 mila abitanti. Udine registra invece 14.930 denunce, ma con un’incidenza inferiore, pari a 2.894,4 ogni 100 mila residenti. Gorizia conta 4.622 denunce, mentre Pordenone ne registra 7.394.
Il territorio di Udine presenta il numero assoluto più alto di denunce tra le province regionali, mentre Trieste ha l’incidenza più elevata rispetto alla popolazione residente.
Le differenze emergono anche nelle singole categorie di reato. Trieste si trova ai primi posti nazionali per alcune tipologie di denunce, tra cui le truffe e le frodi informatiche.
Occorre precisare che l’indice del Sole 24 Ore misura i delitti denunciati alle autorità e rapportati alla popolazione residente: non coincide quindi con il numero complessivo dei reati effettivamente commessi e non costituisce, da solo, una valutazione esaustiva della sicurezza percepita dai cittadini. Anche i flussi di turisti, pendolari e persone presenti sul territorio per motivi di lavoro possono influire sul rapporto tra denunce e residenti, soprattutto nei territori con una forte mobilità.
La posizione in graduatoria quindi non basta da sola a descrivere il livello complessivo di sicurezza di un territorio, né consente di stabilire quale città sia più pericolosa sotto ogni profilo. Per valutare i singoli fenomeni occorrerebbe esaminare le specifiche categorie di reato e la loro evoluzione nel tempo.
Sul fenomeno delle truffe online, particolarmente rilevante nel capoluogo giuliano, il questore di Trieste, Lilia Fredella, ha richiamato l’attenzione sulla propensione delle vittime a denunciare anche truffe di importo contenuto e sul fatto che molti dei responsabili individuati dalla Polizia postale operano fuori dal territorio provinciale, talvolta dall’estero. Per i reati legati agli stupefacenti, ha osservato che i dati risentono dell’intensa attività di contrasto svolta dalle forze di polizia.
Sui dati è intervenuta anche la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, che contesta quello che considera un diverso trattamento politico e mediatico riservato a Udine, amministrata dal centrosinistra, e Trieste, guidata dal centrodestra.
«Siamo di fronte a un evidente strabismo politico e mediatico orchestrato dal Centrodestra regionale, che utilizza il tema della sicurezza come un’arma di distrazione di massa a geometrie variabili», afferma Pellegrino. Secondo l’esponente dell’opposizione, negli ultimi anni la giunta udinese sarebbe stata sottoposta a critiche ripetute sulle questioni legate alla sicurezza e al degrado, mentre le problematiche di Trieste non avrebbero ricevuto un’attenzione equivalente.
La consigliera parla di un «doppio standard della propaganda della Destra locale e regionale» e contesta la rappresentazione di Trieste come città modello. La differenza di posizione nell’indice nazionale, sostiene, dovrebbe indurre a valutare le due realtà con criteri omogenei, senza far dipendere il giudizio sull’operato delle amministrazioni dal colore politico di chi governa.

