Entusiasmo e applausi al Teatro Miela per l’inaugurazione della Stagione Cameratistica Chamber Music Trieste

Trieste – Una serata emozionante, e un saldo filo rosso fra Trieste e Vienna nel segno della grande tradizione musicale mitteleuropea per l’evento inaugurale di Cromatismi 3.0, la Stagione Cameristica di Trieste firmata dall’Associazione Chamber Music Trieste a cura del direttore artistico Fedra Florit.

Al Teatro Miela è andato in scena il primo dei quindici grandi concerti che si avvicenderanno per tutto l’anno, fino al 15 dicembre. E ad aprire il cartellone nella serata di ieri – mercoledì 17 gennaio – è stato l’Ensemble Alban Berg Wien, che porta il nome di uno dei fondatori della Scuola di Vienna, e che per la prima volta si esibiva a Trieste e in Friuli Venezia Giulia. Familiare alle platee di tutto il mondo, la formazione nasce dall’unione del celebre Hugo Wolf Quartet Quartet (Sebastian Gürtler e Régis Bringolf violini, Su Bin Lee viola e Florian Berner violoncello) con la pianista Ariane Haering, la flautista Silvia Careddu e il clarinettista Alexander Neubauer.

Lunghi applausi a fine concerto, in una platea sold out per la prima di stagione: ad aprire il concerto il Quartetto per pianoforte, violino, viola e violoncello in la min. di Gustav Mahler, un lavoro giovanile frutto di un solo anno di studi di composizione, eseguito per la prima volta a Vienna nel luglio 1878: si tratta di un cosiddetto Quartettsatz che denota la notevole padronanza di tecniche compositive e la confidenza del giovane Mahler col grande repertorio per pianoforte, da Beethoven a Schubert, Chopin, Schumann e Brahms.

Il concerto ha poi proposto il Quartetto con pianoforte di Alfred Schnittke che sigla un ideale incontro fra il Gustav Mahler quindicenne e il russo Schnittke, compositore del ventesimo secolo.

Un incontro avvenuto a distanza di ben 110 anni, attraverso la dedica che Schnittke nel 1988 firmò in omaggio all’incompleto Quartetto per pianoforte e archi cui Mahler aveva iniziato a lavorare nel1876: Alfred Schnittke decise infatti di continuare laddove il giovane Mahler si era fermato. Terza tappa nel segno di Arnold Schönberg e della Kammersinfonie op.9, un’opera che non rifiuta del tutto il passato pur guardando decisamente al futuro.

Gran finale ancora con Mahler e il suo Adagio dalla Sinfonia n.10 in fa diesis magg., l’ultima composizione di Gustav Mahler, rimasta incompiuta per la morte del compositore. Un programma studiato per accompagnare il pubblico in un vero “viaggio” di scoperta artistica, e per comunicare la musica in modo aperto e insieme poetico.

Foto di Giorgio Selvaggio

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