Estradizione di Cesare Battisti: la governatrice Serracchiani scrive al presidente brasiliano Temer

Trieste – È il presidente del Brasile che può estradare Cesare Battisti. In questo modo si è espressa, di fronte alla Corte Suprema, la procura generale del Brasile: al presidente, ha detto la magistrata Raquel Dodge (nella foto), spetta la decisione finale sull’estradizione dell’ex terrorista italiano, condannato in patria a quattro ergastoli.

Dodge ha confutato la tesi dell’avvocato difensore di Battisti, secondo il quale il decreto firmato dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva – anche quest’ultimo nel mirino della magistratura brasiliana – che gli concedeva un visto permanente, è “irrevocabile”.

La governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha fatto pervenire una lettera al presidente della Repubblica del Brasile Michel Temer, cui spetta in via esclusiva la decisione sull’estradizione di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) condannato all’ergastolo in contumacia per numerosi delitti, tra cui l’assassinio, commesso a Udine il 6 giugno del 1978, del maresciallo della polizia penitenziaria Antonio Santoro.

“Decidere di estradare in Italia questo criminale – si legge nella lettera – e fargli scontare la pena detentiva comminata sarebbe un atto che renderebbe più visibile e concreto il valore della giustizia, cui sono certa Ella informi il Suo alto mandato”.

“La vicenda criminale che ha come protagonista Cesare Battisti – ha scritto Serracchiani – desta ancora un diffuso senso di ingiustizia e umiliazione fra i cittadini del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia intera. Il ricordo delle vittime innocenti e dell’insensata ferocia con cui fu posta fine alla loro vita stride con l’immagine di un latitante che conduce la vita a suo piacimento, libero e orgoglioso di non dover pagare per i crimini commessi”.

Segnalando che “il parere formulato dal procuratore generale della Repubblica sulla richiesta di estradizione ha suscitato in molti una nuova speranza di giustizia”, Serracchiani ha spiegato di ritenere necessario farsi “interprete e portavoce di questo sentimento popolare”

Nel suo messaggio la presidentessa della Regione ha anche puntualizzato che “la giustizia è un valore universale sul cui rispetto si fonda la tenuta e la forza delle comunità e delle Nazioni”.

Battisti è stato condannato in Italia per quattro omicidi negli anni ’70. L’ultima richiesta di estradizione è stata presentata dall’Italia il 25 settembre dello scorso anno. Il 24 ottobre la Corte Suprema chiamata a decidere ha rinviato sine die una sentenza per ragioni tecniche, dopo che il 4 ottobre Battisti era stato arrestato al confine con la Bolivia.

Battisti, oggi 63enne, vive nello Stato di San Paolo con un braccialetto elettronico in attesa della decisione sentenza per l’accusa di traffico di valuta con cui venne fermato lo scorso ottobre al confine con la Bolivia. Della decisione della Corte Suprema sull’estradizione, al momento non sono emersi novità da quel tribunale.

Nel 2009 i giudici si espressero a favore dell’estradizione ma lasciarono la scelta finale al presidente Inacio Lula da Silva – condannato poi per corruzione – che nel 2010, nel suo ultimo giorno di mandato, scelse di non riconsegnare Battisti alla giustizia italiana e rilasciò all’ex terrorista un visto permanente.

Fu Temer, che nel corso della sua campagna elettorale per le presidenziali aveva promesso di cacciare l’ex terrorista, a revocargli lo status di rifugiato dando ordine di estradarlo in Italia. Ma la faccenda si era arenata in un estenuante braccio di ferro all’interno della Corte suprema.

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