Ferriera di Trieste, dopo la lettera di Arvedi arriva anche la dichiarazione del sindaco

Trieste – Dopo gli ultimi sviluppi della situazione dell’impianto siderurgico triestino, di proprietà del gruppo Arvedi, è intervenuto sul caso anche il sindaco Roberto Dipiazza con una nota ufficiale.

La lettera di Giovanni Arvedi

Il presidente del gruppo, Giovanni Arvedi, aveva inviato al quotidiano locale “Il Piccolo” una lettera in cui esprimeva il suo rammarico per la richiesta di chiusura dell’area a caldo: “La vicenda Servola – scrive Arvedi – purtroppo, è stata per me un’esperienza amara, unica e molto sofferta, mai vissuta prima in sessant’anni di lavoro nel nostro Paese”.

“Prendo atto delle decisioni delle Istituzioni regionali del Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste riferite alla chiusura dell’area di produzione ‘a caldo’ della Ferriera di Servola (Ts) e confido in proposte di soluzione corrette, che tengano conto della situazione reale e dei posti di lavoro”.

I timori dei sindacati

Il gruppo Arvedi ha fatto sapere che incontrerà i sindacati nei prossimi giorni: “Il direttore dello stabilimento ci ha riferito – comunica il segretario provinciale della Fiom, Marco Relli – che Giovanni Arvedi è disposto a riceverci a Cremona. Auspichiamo che l’appuntamento possa essere fissato la prossima settimana”. I sindacati sostengono che la chiusura dell’area a caldo metterà a rischio oltre 400 lavoratori.

Da parte sua, l’assessore al Lavoro del Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen aveva affermato che “il processo di riconversione dell’area a caldo della Ferriera di Servola a Trieste non può prescindere da una condivisione con tutti i soggetti istituzionali, la proprietà e le parti sociali. Centrale resta l’individuazione di una soluzione che consenta di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali”.

“Si tratta di un processo che deve essere gestito con attenzione, cautela e consapevolezza da parte di tutti; prendiamo pertanto atto con soddisfazione dell’attenzione e della disponibilità al dialogo espresse dalle sigle sindacali” ha concluso Rosolen.

Le affermazioni del sindaco Roberto Dipiazza

Così invece il sindaco di Trieste: “Ho sempre affermato che l’area a caldo della Ferriera non è compatibile con la mutata sensibilità ambientale e non rappresenta lo sviluppo della città di Trieste, e le azioni messe in atto sin dall’inizio da questa Amministrazione sono state volte alla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini e al controllo del rispetto degli accordi di programma e dell’AIA”.

Dopo aver inviato una frecciata all’indirizzo della scorsa Giunta regionale, Dipiazza osserva che “Se è corretto affermare che alcune migliorie allo stabilimento sono state sicuramente apportate dalla proprietà, è altrettanto vero che nei verbali dei numerosi incontri istituzioni e ministeriali che si sono avuti con la proprietà sono emersi, sia ritardi nell’adempimento dei doveri, sia una certa riluttanza nell’adempiere a misure importanti sotto il profilo ambientale, come la copertura dei parchi”.

“È corretto ora – aggiunge il sindaco – che la trattativa economica in essere proceda nel suo “percorso terreno”, ma è altrettanto doveroso sottolineare come questa Amministrazione comunale avesse sin da subito formalmente chiesto alla precedente Amministrazione regionale di attivarsi con i Ministeri competenti per affrontare in anticipo e senza affanni le conseguenze occupazionali legate a uno scenario che era già prevedibile”.

“Mi auguro ora – conclude il sindaco di Trieste – che i Ministeri competenti attivino subito dei tavoli sul tema della situazione occupazionale. Il Comune di Trieste, come ha sempre affermato, farà la sua parte insieme alle Regione FVG e all’Autorità di Sistema Portuale”.

Le dichiarazioni del M5S

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Andrea Ussai (M5S), che in una nota alle redazioni scrive: “La chiusura dell’area a caldo della Ferriera nel più breve tempo possibile è una notizia che non può che farci piacere. Si tratta di un obiettivo che perseguiamo da tempo e che finalmente trova la condivisione della proprietà”. È il commento del consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Ussai, alla lettere del cav. Giovanni Arvedi pubblicata oggi sul quotidiano “Il Piccolo”.

“Abbiamo sempre sostenuto che quell’attività industriale altamente inquinante non fosse compatibile con la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente nel centro della città – aggiunge Ussai -. Non ci si può lamentare di avere perso quattro anni a inseguire un risultato impossibile, invece che programmare una chiusura e riconversione dello stabilimento che tutelasse anche i livelli occupazionali, sfruttando le prospettive di sviluppo dell’area portuale. Era ora che la proprietà della Ferriera si rendesse conto della realtà dei fatti”.


(La foto della Ferriera è stata tratta da Flickr su licenza Creative Commons. Autore: Giulio GMDB; data: 13 gennaio 2010)

 

 

 

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