Ferriera di Trieste, esito positivo del referendum tra i lavoratori. Al via chiusura dell’area a caldo

Trieste – I lavoratori della Ferriera di Trieste hanno approvato l’accordo sindacale presentato dal Gruppo Arvedi il 23 dicembre scorso al Ministero dello Sviluppo Economico.

Su 513 aventi diritto al voto, attraverso un referendum 277 dipendenti hanno deciso per il ‘sì’ e 192 per il ‘no’. Forte l’affluenza. Il quorum è stato raggiunto già venerdì 10 gennaio, primo giorno del referendum.

L’intesa, che è parte integrante dell’Accordo di Programma, prevede al primo punto la chiusura dell’area a caldo dell’impianto siderurgico triestino.

“Oggi è una giornata storica. Si tratta del miglior risultato che si potesse ottenere”, questo il primo commento al termine dello spoglio da parte di Antonio Rodà della Uilm.

Commenti positivi anche dal mondo politico con vari distinguo.

La Regione FVG: percorso di riconversione che tuteli la sicurezza e i livelli occupazionali

“L’esito del voto odierno viene accolto con il dovuto rispetto dall’Amministrazione regionale. Quello stesso rispetto, peraltro, che ha caratterizzato l’atteggiamento della Regione durante tutta la delicata fase di consultazione delle maestranze”.

Lo ha detto l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, commentando il risultato del referendum con il quale i lavoratori della Ferriera di Servola hanno approvato a maggioranza l’accordo sindacale proposto dal gruppo Arvedi.

“Ora tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel tavolo per la definizione del nuovo Accordo di programma – ha aggiunto Rosolen – devono proseguire sulla via della reciproca disponibilità in vista di un percorso di riconversione che tuteli la sicurezza e i livelli occupazionali.”

L’on. Serracchiani (PD): guai a perdere un solo posto di lavoro

Vigilare su rispetto accordo sindacale e impegni istituzionali

“Il voto dei lavoratori va rispettato e proprio per questo occorrerà la massima vigilanza sull’accordo sindacale con l’azienda, ma anche sul mantenimento degli impegni assunti dagli altri soggetti, istituzionali e industriali: guai a perdere un solo posto di lavoro, anche a tempo determinato. Si chiude un capitolo secolare dell’industria triestina, ora l’auspicio è che a Trieste non rimanga un altro vuoto in un tessuto produttivo già debole. Sicuramente da parte mia non verrà meno l’impegno verso una realtà di cui ho conosciuto in primo luogo lo spessore umano, e su cui si è troppo speculato”. Così la deputata dem Debora Serracchiani, dopo che sono stati resi noti i risultati del referendum sull’accordo sindacale, approvato dal 58% dei lavoratori della Ferriera di Servola.

Il consigliere M5S Ussai: tutela della salute e garanzie occupazionali

“Finalmente si concilia la tutela della salute con le garanzie occupazionali, in un percorso di vera riconversione messo a punto dalle istituzioni, con il ruolo centrale del ministro Patuanelli”. È il commento del consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Ussai, all’esito positivo del referendum tra i lavoratori della Ferriera di Trieste sull’accordo sindacale che prevede la chiusura dell’area a caldo a inizio febbraio.

“Apprendiamo con favore il voto positivo dei lavoratori sull’accordo sindacale e al piano di decarbonizzazione e riconversione dell’area a caldo che tutela gli operai della Ferriera, nonostante il parere contrario di alcune forze sindacali” afferma Ussai.

“Fin dall’inizio della scorsa legislatura, ci siamo battuti per la chiusura della parte più inquinante dello stabilimento di Servola – sottolinea l’esponente M5S – attraverso numerosi atti che chiedevano anche la revisione dell’Accordo di programma nella direzione della chiusura dell’area a caldo a tutela della salute dei cittadini e del mantenimento dei livelli occupazionali, con il sostegno del Ministero”.

“Abbiamo sempre sostenuto che quello non fosse il futuro della città né una fonte di occupazione stabile e ad accorgersene è stata per prima la proprietà, visto che la riconversione è prima di tutto una scelta economica di Arvedi – conclude Ussai -. Ora finalmente si può raggiungere l’obiettivo di tutelare salute e occupazione, attraverso la strada tracciata in tempi rapidi dal ministro per lo Sviluppo economico”.

 

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