Il tour in regione di Matteo Salvini a sostegno della Lega Nord in Friuli Venezia Giulia

FVG – Nel Tour conclusivo di Matteo Salvini a sostegno della Lega Nord in Friuli Venezia Giulia per dare la volata a Massimiliano Fedriga, lunedì 23 aprile, al centro c’è il mandato che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito al presidente della Camera Roberto Fico.
“Governo Pd-5Stelle? – ha detto Salvini a Udine. – Se il voto degli italiani e la democrazia contano ancora qualcosa, gli unici che non possono andare al governo sono quelli del Pd e della sinistra, che hanno perso in Italia, hanno perso in Molise e domenica perderanno anche qui in Friuli-Venezia Giulia! Sbaglio?”
E da Trieste viene ancora un appello del Carroccio: “Lo dico a Di Maio, lo dico da leader del centrodestra, mettiamoci al tavolo. Riforma delle pensioni, riforma del lavoro, riduzione delle tasse, blocco degli aumenti dell’Iva e delle accise, blocco e controllo dei confini e in qualche giorno si dà un governo che dura cinque anni a questo Paese”.

“Facciamo veloce – ha aggiunto rivolgendosi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – noi abbiamo le idee chiare e se ognuno scende dal piedistallo in una settimana daremo il governo agli italiani”.

Se “si parla di cose e non di nomi, non c’è problema. Il voto molisano ne è la rappresentazione evidente”.

“Sarei onorato di essere premier  – ha detto ancora il segretario del Carroccio – ma se non sono io son contento lo stesso. Bene anche un nome terzo quarto quinto, basta che rappresenti il voto degli italiani e sia indicato dai partiti che hanno vinto e non da quelli che hanno perso”. E aggiunge, rivolto al M5s: “Lo dico a Di Maio, lo dico da leader del centrodestra, mettiamoci al tavolo. Riforma delle pensioni, riforma del lavoro, riduzione delle tasse, blocco degli aumenti dell’Iva e delle accise, blocco e controllo dei confini e in qualche giorno si dà un governo che dura cinque anni a questo Paese”.

Da parte sua la deputata e presidentessa uscente del FVG Debora Serracchiani ha replicato con una nota: “Basta chiacchiere, Salvini vada al sodo e dica agli italiani come intende evitare l’aumento dell’IVA,  che altrimenti scatterà inesorabilmente dal 1° gennaio 2019”.

“La scadenza per la presentazione del  Documento di Economia e Finanza – ha indicato Serracchiani – si avvicina e non possiamo far finta che là dentro si potranno scrivere favole. Un po’ di tempo si può guadagnare con la presentazione di un documento tendenziale ma poi si dovrà dire con chiarezza come trovare una dozzina di miliardi per evitare che scattino le clausole di salvaguardia”.

“Chi ha vinto le elezioni e rivendica ruoli di governo – ha aggiunto la parlamentare – cominci da queste cose concrete, dalle basi dell’economia, non dalla finanza creativa che abbiamo già visto all’opera ai tempi di Giulio Tremonti. Con i nostri Governi abbiamo raggiunto con fatica un equilibrio finanziario che ha posto le basi della ripresa: è affare di un momento – ha concluso – distruggere tutto e scatenare una nuova speculazione sul nostro Paese”.

Francesco Russo (PD), senatore nella scorsa legislatura, aggiunge: “Lega e M5S in campagna elettorale hanno promesso cose mirabolanti (flat tax, reddito di cittadinanza etc.) spiegando che sarebbero state facilissime da realizzare. Talmente facili che, una volta vinte le elezioni, dopo quasi due mesi, non riescono neanche a mettersi d’accordo per formare un Governo”.

“Oggi – prosegue Russo – da Salvini invece delle solite frasi di circostanza mi sarebbe piaciuto sentire la promessa della difesa della specialità del Friuli Venezia Giulia e l’impegno a promuovere il porto di Trieste cassando le follie progettuali che sta mettendo in campo Venezia con l’Offshore. Ma sappiamo bene che non lo farà mai: il Veneto per la Lega conta ben più del FVG”.

“Nella scorsa legislatura sono fioccate le proposte di legge dei parlamentari veneti volte ad abolire la specialità del Friuli Venezia Giulia. Io, assieme ai colleghi del centrosinistra ho difeso più volte in Aula al Senato la nostra specialità e sono andato personalmente al Ministero delle Infrastrutture a spiegare al Ministro Delrio che il progetto di Porto Offshore a largo di Venezia era una follia”.

“Adesso, in uno scenario in cui la Lega potrebbe governare a Roma e in FVG chi mai difenderà il porto di Trieste dalle mire di Venezia? La risposta è molto semplice quanto desolante: nessuno”.

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