Immigrazione clandestina da Est: si mobilita il vicepremier Salvini. No al muro da sindaci

Trieste – Secondo quanto riportato dal quotidiano online “Il Friuli”, c’è l’ipotesi di un viaggio del vicepremier e ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini in Friuli Venezia Giulia per discutere della rotta balcanica dei migranti e dell’ipotesi di “barriere fisiche” per contrastare gli ingressi. Si parlerebbe di venerdì 5 luglio come possibile data.

Il governatore Fedriga aveva annunciato un incontro col ministro dell’Interno nei prossimi giorni, ma da tenere a Roma, nella sede del Ministero.

Nel frattempo, dalle pagine del quotidiano locale “Il Piccolo” i sindaci di Trieste Roberto Dipiazza e di Gorizia Rodolfo Ziberna hanno fatto sapere di essere del tutto contrari alla costruzione di barriere.

Per il momento quindi saranno attuati a partire dal 1° luglio gli annunciati servizi di pattugliamento misto per il controllo del territorio al confine tra Italia e Slovenia per arginare il flusso di arrivi illegali.

Sulla stessa auto, agenti della Polizia italiana e della Polizia slovena effettueranno controlli in territorio italiano e, viceversa, poliziotti italiani saliranno a bordo con i colleghi sloveni per perlustrare il territorio sloveno. Nel servizio di pattugliamento non saranno presenti militari.

Lo stillicidio dei migranti ha raggiunto nel corso degli ultimi anni una media di una trentina di arrivi giornalieri, come denunciava il Sindacato degli agenti di Polizia ancora un anno fa.

Il SAP faceva presente già da allora che “una situazione del genere comporta l’impiego di tutte le forze dell’ordine della zona, perdendo di fatto il controllo del territorio e la città rimane scoperta”.

Da parte sua il consigliere regionale del Pd, Franco Iacop, in questi giorni impegnato a Bruxelles nei lavori del Civex, il Comitato delle Regioni d’Europa, ha espresso la sua contrarietà rispetto all’ipotesi di erigere barriere.

“Fedriga, per sposare le tesi del ministro Salvini in materia di migranti, dimentica di essere presidente di una Regione autonoma e speciale, porta dell’Est Europa e centro naturale delle relazioni e delle interconnessioni europee”.

“È paradossale l’adesione di Fedriga all’idea di erigere un muro tra FVG e Slovenia – ha detto Iacop -. Dopo le esperienze vissute solo alcuni anni fa, pensavamo di non dover più vedere reti divisorie attraversare piazza Transalpina e il Carso. Invece assistiamo a un surreale dibattito che vorrebbe ricalcare le nuove recinzioni tra Ungheria e Serbia. Nei giorni in cui il FVG progetta lo sviluppo di percorsi ciclabili sul sistema internazionale Carso, propone il riconoscimento Unesco all’identità Collio-Brda, investe risorse della promozione per il polo Sella Nevea – Bovec, ricorda l’esperienza Senza Confini e si è candidata con il porto di Trieste incrocio dei corridoi Est Ovest, Barcellona Kiev e Danzica Trieste, il presidente Fedriga si inchina alla propaganda salviniana della chiusura dei sacri confini”.

Inoltre, aggiunge Iacop: “È quantomeno paradossale immaginare di poter bloccare frontiere intraeuropee, quando la politica europea oggi è impegnata a rafforzare il sistema delle frontiere esterne onde garantire il principio fondamentale per lo sviluppo europeo che è la libera circolazione all’interno dell’area Schengen. Ci si dovrebbe piuttosto impegnare maggiormente nel rapporto con i Paesi vicini per gestire i flussi migranti, già interni all’Unione europea e, nel caso della nostra regione, confermare invece la vocazione internazionale e di relazione centrale rispetto alle logiche di chiusura”.

(foto: da Pixabay)
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