Infermieri, 98 vincitori su 251 posti messi a bando dal SSR: in Fvg restano scoperte 153 posizioni

FVG – Sono 98 i vincitori del concorso regionale per 251 posti da infermiere nelle aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia. Restano quindi 153 posti senza un vincitore in questa procedura, anche se il dato non coincide con quello delle assunzioni effettive, che potranno avvenire anche attraverso lo scorrimento delle graduatorie.

La selezione ha avuto una partecipazione inferiore al numero delle candidature iniziali: le domande presentate sono state 239, ma alle prove scritta e pratica si sono presentati 162 candidati. Di questi, 30 non hanno superato le prove e non sono stati ammessi all’orale; i candidati arrivati a questa fase sono stati quindi 132, 120 dei quali si sono presentati. Al termine della procedura gli idonei all’orale sono stati 100 e i vincitori 98.

Il concorso, gestito da Arcs per conto delle aziende del Servizio sanitario regionale, prevedeva 150 posti per Asufc, 50 per Asugi, 40 per Asfo, 10 per il Cro di Aviano e uno per il Burlo Garofolo. La distribuzione dei vincitori è stata di 39 per Asufc, 30 per Asugi, 26 per Asfo, due per il Cro e uno per il Burlo. È soprattutto il risultato dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale a evidenziare la distanza fra posti disponibili e candidati collocati in posizione utile: per 150 posti i vincitori sono stati 39.

Il dato della partecipazione va però letto distinguendo le diverse fasi della procedura. Le 239 domande non si sono tradotte in altrettanti partecipanti alle prove: 77 candidati non si sono presentati alla scritta e alla pratica. Altri 30, pur avendo sostenuto le prove, non hanno raggiunto i requisiti necessari per accedere all’orale. Nei quattro giorni dedicati alla prova orale sono risultati assenti 12 candidati. La riduzione progressiva del numero dei partecipanti spiega quindi la distanza fra le 239 candidature iniziali e i 98 vincitori finali.

Sul risultato interviene Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, che ha parlato di un esito «preoccupante», sottolineando in particolare la situazione di Asufc. Secondo Honsell, il numero di vincitori non sarebbe sufficiente a rispondere alla carenza di personale e sarebbe necessario intervenire anche sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione dei servizi.

Una lettura meno negativa arriva dagli Ordini delle professioni infermieristiche. Per Luciano Clarizia, coordinatore regionale di Opi Fvg, il risultato rappresenta un «bicchiere mezzo pieno». Il confronto con altre regioni, osserva, mostra difficoltà anche maggiori nel reclutamento e gli effetti delle misure regionali introdotte per rendere più attrattiva la professione potranno essere valutati nei prossimi mesi. Gli Ordini stanno inoltre lavorando per intercettare nuovi professionisti: sono previsti contatti con giovani laureati del Sud Italia dopo le sessioni di laurea di novembre, in particolare in Sicilia, Puglia e Campania. Sono stati avviati anche contatti con Argentina e India, ma la priorità, spiega Clarizia, è verificare prima la possibilità di attrarre personale dal resto d’Italia.

Stefano Giglio, presidente di Opi Udine, guarda con favore all’arrivo dei nuovi colleghi, che potranno dare «una boccata d’ossigeno» alle strutture, e riconosce alla Regione il lavoro svolto per portare a termine le procedure concorsuali.

Anche Michael Valentini, presidente di Opi Trieste, sottolinea che il risultato va letto considerando «poche entrate e tante stabilizzazioni». Altre procedure concorsuali sono attese dopo le lauree di novembre. «In generale è un buon bilancio – afferma – ma serve tenere la guardia alta».

Per Erik Laurencic, presidente di Opi Gorizia, il risultato è positivo, ma non modifica il problema di fondo: «La carenza di personale resta». La questione, osserva, riguarda quindi non soltanto il reclutamento, ma anche la capacità di rendere la professione più attrattiva e di trattenere gli infermieri già presenti nei servizi.

Sulla stessa linea Luca Petruz, segretario di Nursind Fvg, che riconosce l’aumento degli incentivi regionali e il lavoro svolto da Arcs con le procedure concorsuali, ma considera ancora insufficienti i numeri rispetto alle carenze strutturali. A suo giudizio servono anche nuovi modelli organizzativi per rendere il lavoro infermieristico più attrattivo per i giovani. Gli aumenti salariali, le borse di studio e gli incentivi per le aree più disagiate sono misure positive, ma i loro effetti, osserva, richiedono tempo.

Il problema del reclutamento, del resto, non sembra coincidere con una mancanza di interesse verso la professione infermieristica. Per l’anno accademico 2026/27 all’Università di Udine le domande per il corso di laurea in Infermieristica sono state 202 per 122 posti, mentre a Pordenone sono state 90 per 92 posti. Complessivamente, quindi, le candidature sono state 292 a fronte di 214 posti disponibili. Il passaggio dalla formazione all’ingresso nei servizi sanitari resta però uno dei punti su cui si concentra la difficoltà del sistema regionale.

(Immagine generata da IA)

Condividi