La Cina è vicina. Premier a Pechino, la nuova Via della Seta chiama il porto di Trieste

Trieste – Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato in visita in Cina, a Pechino, da domenica 14 a martedì 16 maggio, per il Forum tra 29 Paesi “One belt, One Road” per una nuova Via della Seta tra Cina ed Europa.

“È importante che Xi Jinping abbia confermato l’ intenzione di inserire i porti italiani tra i porti sui quali investire, come terminali della via della Seta” ha detto il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa finale della sua missione a Pechino.

“In particolare – ha aggiunto – si tratta del potenziamento dei porti di Trieste e Genova, collegati ai corridoi ferroviari e strafali con il cuore dell’Europa. Ovviamente non in alternativa al Pireo”.

Una visita significativa quindi per la nostra Regione: “La puntuale menzione del porto di Trieste fatta dal presidente Gentiloni nel corso della sua visita in Cina ribadisce quanto sia chiaro al Governo il valore del nostro scalo e quanto grande sia il suo potenziale strategico non solo per la regione ma per tutto il Paese” ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani commentando la visita del premier.

Gentiloni ha detto che l’Italia “con i suoi porti – da Genova e Trieste (e i loro corridoi ferroviari con l’Europa) ma anche Venezia – offre una capacità portuale come credo nessuno”.

Per la governatrice “questa grande opportunità rappresentata dalla Via della Seta l’abbiamo presente in modo molto concreto in Friuli Venezia Giulia… I risultati si stanno già vedendo ma sono convinta che possiamo e dobbiamo essere più ambiziosi”.

I leader dei 29 Paesi hanno concordato di lavorare insieme per costruire strade, ferrovie, porti e altre infrastrutture per migliorare i collegamenti tra Asia, Europa e Africa.

Nella nota finale del Forum la Cina e i Paesi partecipanti hanno riaffermato l’impegno per un’economia aperta ed un commercio inclusivo, e il no al protezionismo.

Il piano cinese per una nuova Via della Seta è “una sfida per l’Europa” e avrà successo nella misura in cui “le economie dei Paesi diverranno più libere e diversificate, e le barriere commerciali ridotte”.

Così il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Pechino. Gentiloni ha sottolineato che la parola chiave è la “connettività: connettività tra Europa e Asia e i vantaggi che ne seguiranno”.

È importante “la sinergia fra i progetti asiatici e quelli europei”, ha aggiunto ricordando poi la “posizione privilegiata” dell’Italia, “al centro del Mediterraneo” ed il “grande potenziale italiano su porti e la logistica”.

Il primo ministro si è poi detto d’accordo con il presidente cinese Xi Jingpin nell’importanza di una “maggiore efficacia dei processi di governance della globalizzazione”, rinviando il tema all’appuntamento del prossimo G7 di Taormina. “L’Italia è pronta a fare la sua parte”, ha detto Gentiloni mentre Xi si è detto fiducioso sul fatto “che il G7 possa svolgere un ruolo costruttivo e favorire un clima positivo”.

Dalla Via della Seta cinese – ha commentato il premier – deriva “un messaggio di superamento di barriere e di costruzione di infrastrutture che collegano i diversi Paesi, di valorizzazione dei nostri porti e delle nostre reti di comunicazione”.

L’idea che “tutti unisce” – ha concluso – è questa: “colleghiamo l’area del mondo che oggi cresce più velocemente, l’Asia e sud est asiatico, attraverso l’Asia centrale, che non è molto infrastrutturata in termini di collegamenti, con l’area o una delle aree a più alta redditività, l’Europa. E da lì ci proiettiamo verso il Continente del futuro, cioè l’Africa”

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